In un mondo sempre più contraddistinto dai pagamenti elettronici, il ruolo delle carte di credito o di debito resta centrale. C’è però un problema ambientale, legato alla plastica: le nuove tecnologie possono risolverlo?

Meno plastica e più tecnologia per aiutare l’ambiente. Se il pagamento elettronico sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo, da tempo esiste un problema di sostenibilità. Finora, infatti, le carte di credito o di debito sono state prodotte utilizzando la plastica e le stime sono inquietanti. Ogni anno, infatti, per fabbricare le carte vengono utilizzate circa 27.525 tonnellate di plastica, pari al peso di 150 diversi aerei Boeing 747. Serve un’inversione di rotta e le tecnologie più recenti possono essere d’aiuto.

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Per questo, come spiega l’AdnKronos, le tecnologie si stanno evolvendo e offrono sempre più una mano all’ambiente. Le carte stanno iniziando ad essere prodotte utilizzando materiali più sostenibili e potrebbero essere presto soppiantate dalle tecnologie come i chip contactless o con identificazione a radiofrequenza (RFID). Questi chip, di dimensioni ridottissime, possono essere impiantati in oggetti indossabili come i già diffusi smartwatch ma anche in anelli o braccialetti.

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L’evoluzione delle carte e dei pagamenti in generale è in atto da tempo. In principio fu il contactless, ma negli ultimi tempi le carte si smaterializzano all’interno dei portafogli digitali grazie anche a sistemi di pagamento come Apple Pay e Amazon Pay, solo per citare i più noti. Per le transazioni digitali, inoltre, iniziano a prendere piede i pagamenti attraverso portafogli mobili, criptovalute, bot e assistenti di intelligenza artificiale come Siri, Google Now e Amazon Echo. Telegram ha appena avviato il programma Shop Bot (con pagamenti gestiti da Stripe ma presto disponibili anche con RazorPay, FlutterWave e PaymentWall) per le transazioni elettroniche e anche Facebook sta lavorando in tal senso.

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