Plastic free, elenco completo delle spiagge che hanno detto addio alla plastica

Oltre 40 spiagge hanno scelto di schierarsi sotto l’etichetta “plastic free”, contro gli oggetti in plastica monouso. Ecco la lista completa delle spiagge plastic – free in Italia. 

La plastica rimane al primo posto tra i rifiuti che soffocano i nostri arenili, molto più delle sigarette. Forse per questo c’è un’attenzione maggiore da parte di sindaci e assessori locali: le spiagge anti-plastica sono infatti molte di più delle no-smoke.

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Il vero boom arriva dalla Sicilia: l’isola conta 16 spiagge. Seguono Toscana e Campania. La prima regione che ha scelto di vietare la plastica in tutti gli stabilimenti balneari a partire da quest’anno, è stata la Puglia. Lo scorso marzo, l’ordinanza balneare 2019 ha infatti stabilito l’obbligo di utilizzare bottiglie, bicchieri, cannucce, posate e piatti usa e getta in materiale compostabile.

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A seguire altre due regioni: il Molise, dove l’ordinanza per le spiagge plastic free è arrivata lo scorso maggio, e la Toscana, che ha terminato a giugno il percorso di intesa tra amministrazioni pubbliche e imprenditori balneari. Tra le singole località che per prime hanno vietato la plastica nelle spiagge c’è Senigallia con un’ordinanza che non riguarda solo gli stabilimenti balneari  ma tutte le attività commerciali ricadenti nel territorio comunale.

In Romagna si è fatta distinguere la località di Rimini, che nell’ordinanza balneare 2019 ha messo al bando sia la plastica che le sigarette, mentre in Liguria a seguire Bordighera, Lerici, Vernazza e Riomaggiore (per ordinanza comunale) e tutta la provincia di Savona.

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Tutta la lista delle spiagge plastic – free:

  • Liguria: Bordighera; Vernazza; Riomaggiore;
  • Toscana: Campo dell’Elba; Marciano Marina; Porto Azzurro; Follonica; Scarlino; Castiglione della Pescaglia
  • Veneto: Chioggia;
  • Abruzzo: San Vito Chietino;
  • MarcheSenigallia; Ancona; Portonovo;
  • Puglia: Isole Tremiti; Otranto;
  • LazioSperlonga;
  • CampaniaIschia; Capri; Castellabate; Pollica;
  • BasilicataMaratea;
  • SiciliaMalfa; Santa Maria Salina; Capo di Orlando; Taormina; Noto; Pantelleria; Lampedusa e Linosa; Realmonte; Favignano; San Vito lo Capo;
  • Sardegna: Domus De Maria; Carloforte.

 

Fonte Corriere della Sera

 

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Il nostro Paese produce 4 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui l’80% proviene dall’industria degli imballaggi, e ogni anno riversa in natura 0,5 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Nel Mare Nostrum la plastica rappresenta il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge e provoca oltre il 90% dei danni alla fauna selvatica marinaA livello globale, sono circa 700 le specie marine minacciate dalla plastica.

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“Tutti i Paesi dovrebbero rivedere la catena del ciclo di vita della plastica, ridurre drasticamente la produzione e il consumo di plastica e investire seriamente in sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo, in cui la plastica non venga sprecata. L’unica rotta possibile per contrastare con efficacia l’inquinamento da plastica dal Mediterraneo è questa”, Donatella Bianchi, Presidente WWF Italia.

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