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Pichetto Fratin: “Rinnovabili sono la priorità”. Ma si continua a puntare sul gas

pichetto fratin e le proprità del ministero dell'ambiente tra rinnovabili e gas

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ha presentato le linee programmatiche del suo dicastero. Sulla carta tanto spazio alle rinnovabili ma il governo continua a puntare sul gas naturale e sulle trivellazioni

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha presentato – durante un’audizione in Parlamento – le linee programmatiche del suo ministero. Quali sono, dunque, le priorità del ministro (e del governo) in tema di ambiente, energia e clima? Una domanda particolarmente importante se si pensa che dalle scelte che farà il governo su questi temi dipenderà la strategia del nostro Paese per uscire dalla crisi energetica. Tenendo ben in conto un’altra crisi – quella climatica – che sta iniziando a presentare anche nel nostro Paese il conto di secoli di inquinamento sfrenato.

Pichetto Fratin: “La priorità è mettere in sicurezza il Paese sull’energia”

La priorità del ministro Pichetto Fratin è quella di mettere in sicurezza il Paese dal punto di vista energetico. Non a caso quando Giorgia Meloni ha fatto la lista dei ministri da presentare al presidente Mattarella ha pensato anche a una modifica del nome del dicastero da affidare a Pichetto Fratin, mettendo in risalto la necessità di una “sicurezza energetica” per il nostro Paese.

Mettere in sicurezza l’Italia dal punto di vista energetico significa, secondo il ministro, “raggiungere elevati livelli di indipendenza energetica nazionale” anche attraverso “un percorso di crescita esponenziale delle fonti rinnovabili“.

Pichetto Fratin: “Velocizziamo l’iter di approvazione per le rinnovabili”

In particolare, il ministro Pichetto Fratin ha dichiarato di voler dare una spinta alle Comunità Energetiche Rinnovabili (al momento è in corso l’iter di consultazione pubblica) e di voler tagliare la burocrazia relativa alle approvazioni dei grandi impianti da parte del suo ministero e di quello della Cultura. Più nello specifico, ha spiegato Pichetto Fratin ai parlamentari, “è intenzione del Governo dare rapida e compiuta attuazione al d.lgs. 8 novembre 2021, n. 199 […] attraverso la definizione dei criteri per l’individuazione da parte delle Regioni e delle Province Autonome delle aree idonee all’installazione di impianti”.

Inoltre, il capo del ministero dell’Ambiente ha detto di voler dare una spinta al Decreto FER 2. Quello, cioè, che prevede incentivi ai produttori di energia elettrica attraverso tecnologie rinnovabili ancora poco mature e con costi di generazione ancora elevati, ad esempio le centrali elettriche a biogas e a biomasse, il solare termodinamico, la geotermia e l’eolico offshore.

Pichetto Fratin parla di rinnovabili ma il governo guarda alle trivelle

Se da una parte si guarda alla produzione di energia green, dall’altra si continua a strizzare l’occhio alle fonti fossili. Perché il governo Meloni ha da subito sottolineato che lì dove possibile si dovrà estrarre gas naturale in Italia. Prima implementando le basi già esistenti e poi, se necessario, prevedendo nuove trivellazioni.

Una strategia che sembra non tener conto della necessità impellente di abbandonare (o quantomeno ridurre drasticamente) l’utilizzo delle fonti fossili che causano i cambiamenti climatici.

Su questo versante il ministro Pichetto Fratin dice poco. Eppure gli eventi climatici estremi sempre più frequenti nel nostro Paese (come quello di Ischia) ci ricordano che ormai il tempo per rimediare a quanto fatto sta scadendo.

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