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OSTIA, AGGUATO IN PIZZERIA. DUE FERITI DA ARMA DA FUOCO

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Ostia: agguato in pizzeria, due feriti da arma da fuoco. È il nipote di Terenzio Fasciani, considerato appartenente all’omonimo clan, uno dei due gambizzati della scorsa notte nell’agguato in una pizzeria di Ostia.

Secondo quanto si è appreso si tratta del pizzaiolo quarantunenne, colpito al gluteo e al polpaccio dai colpi di pistola.

Terenzio Fasciani era stato arrestato nel 2013 nell’ambito di un’operazione della Squadra mobile denominata “Nuova Alba”.

L’agguato è avvenuto intorno alle 22 del 23 novembre in una pizzeria di Via delle Canarie a Ostia.

Verso le 22 un uomo col volto coperto da un casco ha esploso alcuni colpi di pistola, ferendo il padre 50enne della proprietaria ed il pizzaiolo 41enne (alla gamba e al gluteo).

I feriti, dopo essere stati soccorsi, sono stati portati all’ospedale Grassi.

Sul posto, la polizia indaga e non esclude nessuna pista. Dietro l’agguato, potrebbe esserci un regolamento di conti o una vicenda di racket.

Al vaglio degli investigatori anche le immagini delle telecamere di zona.

Ascoltati anche i conoscenti dei due feriti, ricoverati in ospedale ma non in pericolo di vita, e testimoni del ferimento.

Intanto, è stato ritrovato dalle forze di polizia, a poca distanza dal luogo dell’agguato, lo scooter (dato alle fiamme) utilizzato con ogni probabilità dall’autore della sparatoria.

“Un fulmine a ciel sereno, bizzarro e inspiegabile”. Descrive così, sul suo profilo facebook, i fatti della scorsa notte Sara Bruno, la titolare della pizzeria teatro.

“Oltre lo stato di shock che non auguro a nessuno e l’apprensione nei riguardi di persone a cui vuoi bene – scrive – subentra ahimè non solo la paura per un gesto a noi ignoto, ma anche la paura nel trovare difficoltà a difendersi dalle chiacchiere che inevitabilmente seguono un episodio del genere a maggior ragione se non sai spiegartelo”.

L’Agguato, avviene a pochi giorni dal voto che ha visto la pentastellata Giuliana Di Pillo aggiudicarsi con il 60% la guida del litorale romano.

Territorio, che solo qualche giorno fa era stato sotto i riflettori per la testata ricevuta da un giornalista della Rai ad opera di Roberto Spada.

“Un episodio gravissimo da condannare senza se e senza ma, spero siano trovati al più presto i responsabili” – ha commentato la neo presidente M5S del Decimo Municipio di Roma, Giuliana Di Pillo.

“Noi faremo la nostra parte ma l’amministrazione municipale da sola non può farcela, serve sinergia tra istituzioni locali e nazionali per sconfiggere la criminalità organizzata” – aggiunge Di Pillo, spiegando che “in campagna elettorale abbiamo messo al primo posto legalità e sicurezza. Non possiamo più tollerare che un municipio fatto in stragrande maggioranza da persone oneste veda episodi del genere”.

Alla domanda “se si tratta di episodi mafiosi”. Di Pillo risponde: “I fatti da soli parlano. Ci vuole collaborazione istituzionale. Ho intenzione di convocare tutte le forze dell’ordine, vedrò la sindaca Raggi per stimolare un intervento di nuovo del ministro Minniti. Dobbiamo potenziare le forze dell’ordine, controllare le attività commerciali”.

“Dobbiamo stimolare gli sportelli antiusura, metterci al fianco dei cittadini per far si’ che denuncino quel che succede. Bisogna far venire alla luce tutto quello che non si sa – ha detto ancora Di Pillo – i cittadini se vanno a fare una denuncia non bisogna lasciarli soli. Serve un grande progetto per sostenerli. La politica superi le differenze di vedute, spero lavoreremo in Consiglio municipale tutti insieme”.

Non va sottovalutata la brutalità dei clan di Ostia” – commenta la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi nel suo intervento agli Stati Generali della lotta alle mafie aggiungendo che ancora la mafia “continua ad usare” la violenza “ogni volta che è ostacolata la sua strategia”.

Dal palco del Palazzo Reale di Milano condanna i fatti di Ostia anche il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone: “Ostia può servire solo come un microcosmo per dire che non esiste più una sola mafia, ma ne esistono tante. Lo ha capito il legislatore, lo ha capito la Cassazione e piano piano lo capiremo tutti”.

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