Nucleare. Il Ministero dello Sviluppo economico prevede di concludere l’iter necessario alla pubblicazione della Carta dei siti idonei per il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi (Cnapi) entro la fine del 2019 – inizio del 2020.

A dirlo, il sottosegretario Davide Crippa (M5S) nel corso di un’audizione davanti alla Commissione bicamerale ecomafie.

“Il nulla osta alla pubblicazione – ha spiegato ancora Crippa – verrà dato separatamente da Ministero dello Sviluppo economico e Ministero dell’Ambiente, ciascuno dei quali potrà formulare
eventuali rilievi”.

Dopo il nulla osta, la Sogin potrà provvedere alla pubblicazione della Carta sul proprio sito web e su quotidiani a diffusione nazionale.

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Nel corso dell’audizione, Crippa ha inoltre spiegato che “a gennaio scorso si è concordato di apportare una modifica allo schema di Programma Nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, non ancora approvato, per garantire che lo smaltimento dei rifiuti radioattivi italiani possa avvenire anche in impianti situati all’estero, nell’Ue e fuori”.

Una modifica che, secondo il sottosegretario, potrà consentire l’avvio di contatti con Paesi esteri per capire, attraverso un’analisi costi/benefici, se sia più conveniente trasferire i rifiuti ad alta attività nel nostro deposito o gestirli attraverso contratti internazionali.

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Una decisione tanto attesa, non solo a livello nazionale.

La Francia infatti chiede certezze al Governo italiano.

Certezze, che se non dovessero arrivare potrebbero mettere in serie difficoltà il nostro Paese.

Il combustibile esaurito prodotto durante le attività delle centrali nucleari italiane, spente con il referendum, è stato quasi completamente inviato all’estero e ne resta da trasferire in Francia soltanto meno dell’1%.

Spedizione però che i cugini d’oltralpe non accetteranno senza rassicurazioni da parte del Governo italiano.

“È emerso – ha dichiarato Crippa nel corso dell’audizione – che l’esecuzione degli ultimi trasporti è subordinata, da parte francese, a precise garanzie da parte del governo italiano di ripresa in carico dei rifiuti”.

Ma non è tutto.

Potremmo anche vederci rispedire indietro il materiale riprocessato in Francia (e attualmente custodito nel deposito di Avogadro di Saluggia) senza aver un deposito dove custodirlo

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