Michel Mayor ospite speciale a Roma dell’evento organizzato da Inaf e Università La Sapienza, il monito del Nobel per la Fisica: “Non c’è un altro pianeta, quindi non rendiamo inabitabile la Terra”.

Non c’è un altro pianeta, quindi non rendiamo inabitabile la Terra“. È questo il monito di Michel Mayor, premio Nobel per la Fisica nel 2019 per aver scoperto, nel 1995, 51 Pegasi b, il primo pianete extrasolare che orbita intorno ad una stella simile al Sole, 51 Pegasi. L’astrofisico svizzero è stato oggi ospite speciale a Roma dell’evento Scienza Insieme NET 2021, organizzato dall’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dall’Università La Sapienza.

Il premio Nobel Michel Mayor a Roma per Scienza Insieme NET 2021

Proprio nell’aula magna dell’Ateneo romano, Michel Mayor ha tenuto una lectio magistralis e risposto alle domande di studenti e cronisti. “Un conto è la fantascienza ma non è possibile pensare ad un altro pianeta dove vivere se la Terra diventasse inabitabile, quindi dobbiamo preservare il nostro pianeta il più possibile” – ha spiegato l’astrofisico svizzero – “Trovare tracce di vita su altri pianeti è comunque solo una questione di tecnologia, raggiungerli al momento è però decisamente impensabile. Il Sole è 1 miliardo di volte più luminoso della Terra, questo significa che un pianeta é offuscato dal Sole e servono quindi sempre più strumenti scientifici per scoprire tracce di vita“.

 

Sul futuro dello studio dello spazio, Michel Mayor ha poi aggiunto: “Abbiamo rilevato e caratterizzato oltre 5000 pianeti extrasolari, tra cui alcuni simili alla Terra. Le missioni spaziali Kepler e Tess hanno permesso di scoprire migliaia di sistemi planetari. Lo studio della diversità delle strutture degli esopianeti richiede anche la conoscenza della massa di questi pianeti. Lo spettrografo ad altissima sensibilità (Harps) sul telescopio italiano Galileo, installato sull’isola di La Palma nelle Isole Canarie, contribuisce in modo notevole allo studio di pianeti di piccola massa, simili nella struttura a quella della nostra Terra. Una superba collaborazione scientifica internazionale“.

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