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Non si placano le polemiche per il tour estivo di Jovanotti sulle spiagge italiane.

Jova Beach Party, ancora polemiche a non finire. Questa volta l’oggetto del contendere è il litorale di Fermo, dove due concerti di Jovanotti sono previsti venerdì 5 e sabato 6 agosto. Una polemica che rischia di dividere anche il Wwf e che nasce nel 2019, quando sulla spiaggia di Casabianca, Area di tutela del fratino, era stato organizzato uno dei megaconcerti. Da quel momento, tante associazioni ambientaliste, come Legambiente, Lipu e Mare Vivo avevano protestato, chiedendo una maggior salvaguardia ed il recupero dei luoghi dove nidifica il fratino.

 

L’ira degli ambientalisti

Nel 2022, il problema si ripropone. Il 26 luglio scorso le prime ruspe sono arrivate sul litorale fermano e l’Enpa aveva scritto una lettera a Roberto Cingolani per bloccare i concerti di Jovanotti. “Tagli di alberi e siepi che compromettono l’ecosistema delle dune, con tanti uccelli e cuccioli selvatici che si vedono privati del loro ambiente naturale“, aveva spiegato l’Enpa.


A denunciare il caso è stato anche il Comitato TAF Costa Mare. “L’area scelta non è idonea, porterà 50mila persone in due giorni sulla spiaggia“, ha spiegato il responsabile tecnico, Fabio Vallarola. Analoga la condanna del coordinatore del Comitato, Luigi Silenzi: “Il business non può essere la giustificazione per un disastro ambientale“.
Sul caso si era espressa, con toni decisamente duri, anche la conduttrice tv Sabrina Giannini.

Le polemiche

Le due serate del Jova Beach Party a Fermo hanno anche causato una polemica interna al Wwf, che patrocina i concerti di Jovanotti. L’associazione ambientalista ha sempre rivendicato la bontà del progetto, spiegando che questo prevede il recupero di venti chilometri quadrati di spiagge e che le location dei concerti vengono scelte sempre con attente valutazioni di impatto ambientale. Il caso però è così spinoso da aver creato dissidi interni al Wwf: la sezione di Fermo ha chiuso, in polemica con la direzione nazionale. Lo riporta Il Resto del Carlino.
E intanto, proprio mentre veniva allestito il palco dopo l’arrivo delle ruspe, c’è chi ha partecipato ad un sit-in di protesta proprio sulla spiaggia che ospiterà i due concerti.

Show must go on

Intanto, però, gli show di Jovanotti non si fermano: sono otto le nuove date previste ad agosto del Jova Beach Tour (comprese le due a Fermo) e altre tre a settembre.

La replica del Wwf

Sul caso è giunta anche la replica del Wwf Italia, che ha voluto chiarire alcuni aspetti della vicenda. “Non siamo tra gli organizzatori dei concerti, ma abbiamo fornito supporto per ridurre al massimo gli impatti. Tutte le spiagge interessate sono già purtroppo fortemente antropizzate e il nostro lavoro è un attento screening ambientale delle location per le prescrizioni fornite agli organizzatori” – spiega l’associazione – “La spiaggia di Fermo dove suonerà Jovanotti non ha alcuna pianificazione di tutela ed è già interessata da due concessioni balneari. Non si registrano nidificazioni del fratino dal 2017, nonostante il costante monitoraggio. E nel 2019 c’era già stato un parziale intervento di rinaturazione, senza i risultati attesi“.
Anche a Fermo il nostro approccio è stato rigoroso e pragmatico, con un’analisi di contesto che ha interessato, già da gennaio, un’area nel raggio di tre chilometri dal luogo del concerto. Abbiamo anche chiesto di delocalizzare una delle due concessioni balneari, raggiungendo un accordo con il Comune” – spiega ancora il Wwf Italia – “Nessuna duna è stata livellata, a differenza di quanto riportato negli scorsi giorni. Prima della predisposizione dell’arenile, le piante di valore presenti sono state estratte e messe a dimora, per poi essere ricollocate successivamente in progetti più specifici per il fratino. Inoltre, sarà realizzato un intervento naturalistico per rafforzare la rete ecologica“.
E sulla chiusura della sezione locale, il Wwf spiega: “Da anni (ben prima di qualsiasi concerto) non raggiungeva i requisiti di partecipazione e rappresentatività previsti dallo statuto del WWF ed era stata da tempo sollecitata a ristabilire gli elementi minimi per continuare ad operare con il logo del WWF Italia“.

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