Roma, parte l’iter per realizzare il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici

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Entro la fine del 2024 il Grande Raccordo Anulare delle Bici potrebbe diventare realtà, un anello ciclopedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 chilometri all’interno della città di Roma.

“Dopo anni di attesa, finalmente il progetto definitivo del GRAB è pronto e inizia l’iter per aprire i cantieri e realizzare il Grande Raccordo Anulare delle Bici entro la fine del 2024”. Si legge sul profilo Facebook del GRAB (Grande Raccordo Anulare delle bici).  “Ora avanti con le trasformazioni previste dal GRAB, a partire dalla realizzazione del boulevard (bulevard) ciclopedonale tra Parco archeologico del Colosseo e Circo Massimo al posto del traffico che assedia cittadini, turisti, e monumenti, e dalla pedonalizzazione dell’Appia Antica”.

Il GRAB non si rivolge solo a ciclisti esperti ma, uno degli obiettivi, è quello di di stimolare  a percorrerlo anche chi non usa mai la bici in una città come Roma.

“Coltivare bellezza nella parte fragile delle città, proporre un nuovo uso e trovare nuove funzioni a spazi trascurati, rammendare questi territori tra loro e farli diventare parte integrante del tessuto urbano, sono questi gli elementi essenziali di questa opera pubblica, ponderati per essere utili a tutta la città“, si legge sul sito del progetto.

Riprendendo il sogno del grande intellettuale italiano Antonio Cederna, il progetto prevede la ciclopedonalizzazione dell’Appia Antica e di tutta la zona monumentale che si spinge fino a Piazza Venezia attraverso le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, il Palatino, il Colosseo, il Foro Romano.

“Il traffico di attraversamento qui non può essere più tollerato. Ma in quale posto del mondo su un monumento si andrebbe in giro con i camion.  – come spiega Mario Tozzi, geologo e presidente del Parco dell’Appia Antica – Ci vuole un’idea di città, non basta governo bene o governo male, che di certo è necessario. Zone come questa, come i parchi sono quelle che permettono alle città di resistere al cambiamento climatico e alle crisi. Chiudendo al traffico l’Appia Antica, congiungendo il Circo Massimo col Parco dell’Appia e dei Castelli Romani, in un grande cuneo verde, qualcosa di rivoluzionario: archeologia, natura e bellezza, tutte insieme dentro la città forse più importante del mondo antico ancora oggi. Chi ha un patrimonio simile? Sarebbe da sciocchi perderlo”

Proprio nell’ottica di un progetto complessivo di ciclomobilità, il GRAB punta allo scambio coi nodi del trasporto pubblico su ferro, dove il progetto prevede la realizzazione di velostazioni:incrocia 8 stazioni delle diverse linee della metropolitana (A, B, B1 e C), 13 fermate di 6 diverse linee del tram, 3 stazioni ferroviarie. Inoltre, a meno di un chilometro dal GRAB ci sono altre 3 stazioni ferroviarie, 9 stazioni metro, la Roma-Lido, la Roma Nord e la Roma-Giardinetti.

Il GRAB è stato progettato per essere realizzato intervenendo su buona parte del tracciato con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria e con una semplice redistribuzione dello spazio pubblico.

Sondaggio GRAB, il 99% a favore

Gli utenti social si sono espressi quasi all’unanimità: il 99% vuole restituire alle persone lo spazio monopolizzato dalle auto.
Tra i si anche l’assessore, l’Assessore ai Trasporti del Comune di Roma, Eugentio Patanè.  “Ho sentito diverse critiche sul GRAB. Il fatto che attraversi le ville storiche sia un valore aggiunto.– afferma l’Assessore – La bicicletta non può rovinare un parco, una villa, stiamo sbagliando così la prospettiva. In questi punti dove vogliamo far passare il GRAB ci sono già i cliclisti, si affittano già le bici“.

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