Cultura

ROMA. PALAZZO GIUSTINIANI GUERNICA ICONA DI PACE

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Roma, Palazzo Giustiniani, all’interno della Sala Zuccari è stata inaugurata l’esposizione Guernica, icona di pace, che sarà aperta al pubblico dal 18 dicembre al 5 gennaio 2018. A officiare l’evento è stato il Presidente del Senato Pietro Grasso.

L’opera in mostra è il cartone realizzato da Picasso come modello per il celebre arazzo, realizzato da Jacqueline de la Baume Dürrbach, commissionato nel 1974 da Nelson A. Rockfeller e che sei anni dopo la morte del magnate, nonché vicepresidente degli USA, venne donato dalla moglie Happy alle Nazioni Unite. Da allora l’arazzo è esposto all’ingresso della sala del consiglio di sicurezza dell’Onu come simbolo di pace.
La mostra romana è curata da Serena Baccaglini, storica dell’arte che per anni si è dedicata allo studio dell’opera e del rapporto tra i tre protagonisti della sua storia, Picasso, Nelson Rockefeller, uno dei grandi mecenati del ventesimo secolo e Jacqueline de la Baume Dürrbach e che, in una cantina in Provenza, abbandonato da uno dei figli della de la Baume Dürrbach, ha ritrovato il cartone dell’arazzo di Guernica.
Ma torniamo all’opera, Guernica, una delle rappresentazioni di maggior impatto emotivo della storia dell’arte.
Pablo Picasso realizzò la tela in soli 33 giorni per l’Expo di Parigi del 1937 dopo il bombardamento nazista che distrusse la città basca il 26 aprile dello stesso anno.
In una Spagna in piena guerra civile gli orrori e la distruzione non risparmiarono la popolazione che venne colpita tutta indiscriminatamente, uomini, donne e bambini. A Guernica la tragedia fu assoluta. La città venne praticamente rasa al suolo dopo il massiccio bombardamento compiuto dagli aerei tedeschi e italiani. I morti furono quasi 300.
Traspare dall’opera di Picasso, il dolore e la disperazione procurati dai conflitti bellici.
Nel 1974 Rockfeller convinse Picasso a realizzare il cartone per l’arazzo dell’opera da aggiungere alla sua collezione. La collaborazione con Jacqueline de la Baume Dürrbach fu fondamentale non solo per la trasposizione in arazzo della tela, si deve infatti al suo confronto creativo con l’artista il passaggio dalla tavolozza a tre tonalità iniziale, bianco, nero e grigio, a quella di ben 11 colori presenti nell’arazzo e la messa a punto di un innovativo metodo di lavorazione che rendeva meno evidenti i punti di giunzione tra le strisce di tessuto.
Valore artistico e un messaggio senza tempo ne luogo nell’opera ospitata dal Senato della Repubblica che per la prima volta arriva in Italia dopo essere stata ospitata a Praga tra il 2011 e il 2012 e a San Paolo del Brasile e Wròclaw nel 2014, dal 12 gennaio sarà poi esposto in una seconda data italiana presso il museo MAGI ‘900, a Pieve di Cento (Bologna).

Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari
18 dicembre 2017 – 5 gennaio 2018
orario, ore 10 – 18
aperta al pubblico nei giorni dal 18 al 22 dicembre, il 28 e 29 dicembre 2017
dal 2 al 5 gennaio 2018
Museo Magi ‘900
museo delle eccellenze artistiche e storiche
13 gennaio – 28 febbraio 2018

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