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Allarme Alpi, Mercalli: “in un secolo ghiacciai ridotti del 60%”

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Ghiacciai. In un secolo i ghiacciai che ricoprivano le Alpi si sono ridotti del 60% e secondo le proiezioni, entro questo secolo il sistema alpino sarà privo di ghiaccio.

È l’allarme lanciato da Luca Mercalli durante l’intervista rilasciata al docente dell’Università di Parma, Alessio Malcevschi, sul Goal numero 13 dell’Agenda 2030 – “Lotta contro il cambiamento climatico” – nell’ambito della rassegna di interviste online “UNIPR On Air”, dedicata per questo nuovo ciclo all’Agenda 2030 ONU e ai suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals).

Il meteorologo, climatologo e divulgatore scientifico ha ribadito la necessità di invertire immediatamente la rotta altrimenti entro questo secolo, sulle Alpi, troveremo solo residuali cappuccetti bianchi sulle vette oltre i 4.000 metri.

 “Le montagne – ha spiegato Mercalli – sono le sentinelle del cambiamento climatico. E dovrebbero incitarci ad agire, mentre queste cose vengono guardate come la classica curiosità: si guarda la foto del ghiacciaio cento anni fa e oggi. Ma anche chi si trova davanti a quel panorama non collega che magari la causa è il SUV con cui è arrivato fino in montagna a guardare quel luogo. Manca la connessione tra il gesto individuale e il risultato globale”.

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Per il divulgatore scientifico, “la diagnosi del sistema climatico mondiale purtroppo è assai grave: si tratta di una intossicazione da eccesso di gas a effetto serra. Attualmente in atmosfera abbiamo una quantità di gas a effetto serra, e in particolare CO2, di circa 417 parti per milione; il valore massimo che per oltre 3 milioni di anni non si è mai superato sulla terra è di 300 parti per milione. Essendo noi oggi a 417 stiamo inaugurando un’epoca nuova che l’umanità non ha mai conosciuto, cioè abbiamo un pianeta che rischia in questo secolo di trasformarsi in maniera inedita per l’uomo”.

Inoltre, “il livello del mare sta aumentando in tutto il mondo di 3 millimetri e mezzo l’anno: a fine secolo, se non facciamo nulla, sarà un metro e venti. Uno studente di oggi quando sarà anziano si troverà un delta del Po e una Venezia totalmente inabitabili: e questo nello spazio di una vita. Ci sono tempi brevi, e l’adattabilità tanto invocata dovrà avvenire in uno spazio molto ridotto. È difficile adattarsi quando i cambiamenti sono così drastici e così rapidi”.

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Secondo le analisi, il riscaldamento globale in atto peggiorerà sempre di più in relazione a quanto l’umanità inquinerà il pianeta: aumento dei gas a effetto serra con l’utilizzo delle risorse fossili, scorrette pratiche agricole e deforestazione.

“La terapia quindi – ha evidenziato Mercalli – deve essere una rapida diminuzione delle emissioni di gas a effetto serra. L’accordo di Parigi dice proprio questo: cerchiamo di rimanere in un aumento non superiore ai 2 gradi in questo secolo, perché oltre i 2 gradi entriamo in una fascia di cambiamenti catastrofici che sarebbe bene evitare con tutte le nostre forze. Dobbiamo diminuire la nostra pressione sull’ambiente in tempi brevi perché abbiamo perso tempo prezioso prima: in chiacchiere, in negazione, in indifferenza”.

Invertire la rotta è possibile ed abbiamo già gli strumenti necessari a disposizione.

“Dobbiamo passare alle energie rinnovabili, dobbiamo risparmiare energia ed essere più efficienti nell’uso, dobbiamo ovviamente pensare ai nostri trasporti – ha concluso Mercalli – la pandemia ci ha dimostrato che usando il digitale si risparmiano emissioni. Tecnologia e stili di vita possono ridurre emissioni climalteranti”.

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