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G7 INTERNI ISCHIA. MINNITI, “LOTTA UNITARIA AL TERRORISMO”

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Di Ludovica Smargiassi. Si chiude il G7 Interni di Ischia che ha visto partecipare, accanto ai Ministri dell’Interno delle principali democrazie industrializzate del mondo Italia, Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti d’America, anche i rappresentanti dei big mondiali dell’economia digitale: Google, Microsoft, Facebook e Twitter.

Ma adesso bisognerà vedere se quella che il padrone di casa, il ministro Marco Minniti ha definito “una grande occasione per sviluppare una straordinaria capacità unitaria di azione” si tradurrà in fatti concreti, a partire proprio da quel che accadrà a Raqqa, la roccaforte dell’Isis, appena conquistata dalle forze di liberazione.

I sette grandi infatti deciso di condividere fin da subito tutte le informazioni capaci di individuare e prevenire nuovi attacchi terroristici in giro per il mondo.

Fatto sta che la loro presenza è stata assolutamente strategica all’obiettivo comune dell’incontro: sviluppare forme di collaborazione contro l’uso dirompente della comunicazione dei terroristi su Internet, impiegato per diffondere l’ideologia, reclutare nuovi combattenti, incitare agli attacchi.

In particolare sono quattro le aree in cui i partecipanti hanno convenuto la necessità di accrescere gli sforzi congiunti: l’utilizzo di tecnologie automatizzate per la rapida rilevazione e la rimozione dei contenuti terroristici nonché per la prevenzione della loro ulteriore diffusione; la condivisione delle migliori prassi e tecnologie per migliorare la resilienza delle società più piccole; il miglioramento della base di conoscenza attraverso la ricerca e lo sviluppo; il potenziamento dell’empowerment dei partners della società civile per sviluppare narrative alternative.

Innovativa è stata la convergenza tra i Big di Internet e i leaders dei Paesi del G7 per la realizzazione di un database globale, una sorta di hashtag con cui video, audio, foto e slogan a sostegno del terrorismo islamico vengono etichettati e bloccati. Questo trasforma definitivamente l’intelligenza artificiale in strumento di lotta all’Isis.

Resta comunque alta l’allerta attentati aerei.  Ben chiaro al riguardo l’invito del capo dell’homeland security Usa, Elaine Duke ad una maggiore collaborazione nello scambio di informazioni e nel migliorare lo screening dei sospetti terroristi. Intanto gli Stati Uniti si sono già impegnati a predisporre nuove misure per individuare ordigni e persone sospette, per una maggiore protezione dei voli.

Soddisfazione generale per l’esito del summit sul quale si è pronunciato il ministro italiano dell’Interno Minniti: “Oggi ha cominciato a fare i primi passi una grande alleanza tra governi e grandi provider nel nome dei principi della libertà”. Internet ancora è visto come “uno straordinario veicolo di libertà che non può essere messo in discussione, ma dobbiamo fermare chi avvia campagne di conversione, radicalizzazione e addestramento online nel nome della jihad. Possiamo vincere questa partita col malware del terrore e dell’odio”.

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