Breaking News

ALLARME SMOG. NUBE NERA AL NORD. TORINO BLOCCA IL TRAFFICO

Condividi

Roma. Nel Nord Italia, continua lo stato di allerta. Il livello di Pm10 nell’aria è schizzato negli ultimi giorni oltre il limite consentito, fino a toccare i 114 microgrammi al metro cubo. L’allarme inquinamento è scattato in molte città dell’Italia settentrionale, tra cui Milano e Torino.

La nube nera sulla Pianura Padana fotografata dall’astronauta Paolo Nespoli potrebbe però ridursi da domenica con una nuova perturbazione. È previsto l’arrivo di piogge e vento che diminuiranno il livello di smog.

Ma cosa s’intende per Pm10?

Si tratta di “materiale particolato”, tra i tre principali inquinanti dell’atmosfera con l’ozono e il biossido di azoto, e contribuisce a determinare l’indice della qualità dell’aria.

Nei giorni scorsi a Torino l’assessorato all’Ambiente ha invitato i cittadini ad adottare una «serie di precauzioni», tra cui evitare le attività all’aperto e gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Meglio spostarsi in bus o auto, il che è un paradosso. Da mercoledì è vietata infatti la circolazione di oltre 100 mila veicoli a gasolio di categoria Euro 3 ed Euro 4.

È scattato oggi anche il blocco dei diesel Euro 5, per un totale di 250 mila auto rimaste spente.

“Le misure restrittive adottate in questi giorni – ha detto l’assessore comunale all’Ambiente Alberto Unia – servono a tutelare la salute di tutti. Sul riscaldamento, ricordo che la temperatura non dovrebbe superare i 19 gradi (con tolleranza di 2 gradi) nelle abitazioni e in spazi ed esercizi commerciali.”

I dati dell’Arpa, Agenzia regionale per la protezione ambientale, rivelano che l’ultimo livello di Pm10 registrato è di 105 mcg/mc, più del doppio del limite pari a 50 mcg/mc.

Secondo gli esperti “le cautele sono utili, ma non occorre esagerare”. Per il professor Sergio Baldi, direttore del reparto Pneumologia dell’Ospedale Molinette “il problema riguarda soltanto le persone che sono affette da patologie respiratorie conclamate, oppure i soggetti oncologici o ancora gli anziani e i bambini, la cui salute è più delicata a prescindere”.

Ma possiamo davvero stare così tranquilli?

Il sindaco di Torino Chiara Appendino che da più parti era stata accusata di allarmismo ha replicato: “Non abbiamo esagerato quando abbiamo consigliato di non aprire le finestre. Nessun amministratore si diverte a bloccare le auto consapevole di creare dei possibili disagi, ma quando ci si trova di fronte a un’emergenza è necessario prendere delle decisioni.”

Ma poteva essere considerata una decisione adeguata quella di consigliare di serrare porte e finestre e rinchiudersi in casa?

Nei giorni scorsi intanto sono entrate in vigore nuove misure antismog concordate da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Legambiente protesta per “troppi ritardi da parte di Regioni e sindaci”. “Non è possibile – ha detto l’associazione – che la politica non intervenga immediatamente per fermare in Italia la guerra dell’aria che causa quasi 80mila morti all’anno”

“Il ristagno di polveri sulla Pianura Padana” è avanzato lungo il fondovalle e si inserisce anche nella Valle d’Aosta. A confermarlo, il direttore dell’Arpa Valle d’Aosta Giovanni Agnesod, che ha commentato gli alti livelli registrati a Donnas, sul confine con il Piemonte.

I risultati del report Air quality in Europe: 2017, curato dall’Agenzia europea dell’ambiente, confermano le preoccupazioni. L’inquinamento avanza e uccide più di 400 mila europei ogni anno. È come cancellare Bologna in un solo colpo.

(Visited 130 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago