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COMMISSIONE BANCHE, SALTA LA RELAZIONE UNITARIA E PASSA QUELLA PD

Commissione Banche, salta la relazione unitaria e passa quella Pd. Con 19 voti a favore e 15 contrari,  viene approvata in Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, la relazione di maggioranza presentata dal vicepresidente Mauro Maria Marino (Pd).

Determinanti sono stati i sei assenti che hanno abbassato il quorum necessario per raggiungere la maggioranza.
A votare a favore i commissari del Pd e dell’area centrista.

Ma la Commissione non riesce a portare a casa una relazione unitaria. Ogni gruppo ha infatti presentato la sua relazione.

Indisponibilità a sottoscrivere la relazione” è arrivata da Liberi ed Uguali che spiega, presentando alla Camera la sua controproposta, si tratta di una relazione di “mediazione” e che ha “alcune reticenze” rispetto al lavoro che deve essere reso pubblico.

“La commissione d’inchiesta è arrivata troppo tardi e questa è la ragione per cui proponiamo che nella prossima legislatura venga nuovamente istituita” – afferma Nicola Fratoianni.

Come Liberi e Uguali, anche il M5S non sottoscrive la relazione finale congiunta e presenta la sua controproposta.

I deputati penta stellati lamentano lacune nel metodo di lavoro e mancanza di trasparenza.

Nel documento, “non ci sono responsabilità” nel documento – ha spiegato Carlo Sibilia.

“Alla luce della candidatura di Casini con il Pd diventa tutto molto più chiaro – sottolinea invece Alessio Villarosa – abbiamo lavorato malissimo, a livello procedurale, dalla richiesta dei documenti alle richieste delle persone da audire. E ora è chiaro il progetto di copertura da parte del presidente per essere poi candidato nelle liste del Pd”.

Tra le principali proposte di riforma, contenute nella relazione, da trasmettere al prossimo parlamento:  la creazione di un organismo pubblico di gestione delle attività deteriorate, la cosiddetta bad bank almeno a livello nazionale.

Maggiori poteri alla Banca d’Italia e alla Consob; l’introduzione di regole più stringenti per l’innalzamento delle competenze dei board e per la verifica del loro funzionamento, rendendo i processi di raccolta delle candidature, da parte delle singole banche, aperti e trasparenti.

Creare infine, procure distrettuali per i reati finanziari e una procura nazionale di coordinamento.

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