I primi 3 mesi del 2022 sono stati da incubo per il Paese oceanico che si trova a fare i conti con diverse emergenze climatiche contemporaneamente. E ora la popolazione chiede interventi più incisivi per combattere i cambiamenti climatici

Prima la pioggia come non s’era mai vista che ha portato a una serie di inondazioni senza precedenti. Poi il caldo record in tutta la regione. E infine il sesto sbiancamento di massa della Grande Barriera Corallina.

Nel giro di soli tre mesi – i primi di questo 2022 – l’Australia si è trovata a fare i conti con una serie di emergenze legate al clima, tutte difficili da gestire.

Le inondazioni che hanno colpito soprattutto il Queensland sud-orientale hanno lasciato diverse migliaia di persone senza una casa. E ogni nuova alluvione causa una decina di nuova morti.

Il caldo record che ha colpito l’Australia ha reso la situazione ancora più complessa.

Andrew King, climatologo presso l’Università di Melbourne, ha spiegato al Guardian che in genere è difficile individuare l’effetto del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme.

“Qui in Australia – ha detto King – abbiamo una variabilità molto elevata da un anno all’altro, il che significa che è difficile tirare fuori un chiaro segnale del cambiamento climatico”.

“Ma per eventi di pioggia estrema di brevissima durata possiamo vedere un effetto del cambiamento climatico“.

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“Più l’atmosfera diventa calda, più umidità può trattenere”, gli ha fatto eco la dottoressa Nina Ridder, ricercatrice associata presso il Centro di ricerca sui cambiamenti climatici dell’Università del Nuovo Galles del Sud.

“Nelle osservazioni, abbiamo già visto che gli eventi piovosi estremi sono diventati sempre più frequenti negli ultimi dieci anni. Inoltre, l’intensità è aumentata”.

Allo stesso tempo il governo di Canberra ha dovuto prendere in atto di un’altra emergenza. Meno devastante nell’immediato ma che rappresenta un nuovo segnale di quanto il Paese stia pagando decenni di inazione climatica.

I coralli della Grande Barriera Corallina hanno cominciato a sbiancarsi. “Sappiamo che le ondate di caldo marine che abbiamo visto negli ultimi anni sulla Grande Barriera Corallina sarebbero praticamente impossibili senza il cambiamento climatico causato dall’uomo, alla grandezza che stiamo vedendo”, ha spiegato il professor King.

“A meno che non manteniamo davvero il riscaldamento globale a livelli molto, molto bassi, perderemo la maggior parte delle nostre barriere coralline a livello globale”, ha affermato.

Nonostante tutto, però, non è detto che il governo di Canberra agirà in maniera incisiva sul clima. 

L’attuale primo ministro Scott Morrison ha fatto sapere che nonostante l’urgente richiesta di intensificare l’azione per il clima, prevede di ridurre la spesa annuale per il clima se tornerà al governo dopo le prossime elezioni federali, previste per maggio.

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