Home Clima Scoperto un secondo buco dell’ozono sette volte più grande di quello sull’Antartico

Scoperto un secondo buco dell’ozono sette volte più grande di quello sull’Antartico

Scoperto un secondo buco dell'ozono sette volte più grande di quello sull'Antartico

A fare la scoperta del secondo buco dell’ozono è stato un gruppo di ricercatori canadesi. Secondo gli scienziati si trova lì da 30 anni

Un nuovo buco dell’ozono è stato scoperto da un gruppo di scienziati dell’Università di Waterloo, in Canada.

Dopo quello sull’Antartico, che intanto continua a crescere, lo strato di ozono terrestre si è bucato di nuovo.

Le caratteristiche di questo nuovo buco dell’ozono sono per molti aspetti diverse da quello che si trova nella regione Antartica. Quello appena trovato dai ricercatori canadesi:

  • si trova nella regione tropicale;
  • non risente delle stagioni, quindi è presente tutto l’anno
  • ha un’estensione spaventose: è sette volte più grande di quello sull’Antartico.

Sebbene la scoperta sia molto recente – il lavoro è stato pubblicato sulla rivista dell’Istituto Americano di Fisica (Aip Advances) ieri – secondo gli studiosi quel buco si trova lì da oltre 30 anni.

Nuovo buco dell’ozono, lì da oltre 30 anni e nessuno se ne era mai accorto

“Sembra incredibile che non sia stato scoperto in precedenza ma esistono alcune sfide intrinseche nel fare questa scoperta”, ha spiegato in un’intervista al quotidiano britannico The Independent il team leader della ricerca Qing-Bin Lu.

“L’esaurimento dello strato di ozono può portare a un aumento della radiazione ultravioletta a livello del suolo, che a sua volta può aumentare il rischio di cancro della pelle e cataratta, può indebolire il sistema immunitario, diminuire la produttività agricola e influenzare negativamente gli organismi acquatici e gli ecosistemi sensibili”, ha spiegato il professore.

“Questa scoperta potrebbe essere cruciale per una maggiore comprensione del cambiamento climatico in atto a livello globale ma saranno necessari ulteriori studi sull’indebolimento dello strato di ozono nell’atmosfera”, ha concluso il professor Lu.

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