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SACCHETTI BIODEGRADABILI E A PAGAMENTO? NO GRAZIE. LA RIVOLTA SUI SOCIAL

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Sacchetti. Dal 1 gennaio sono arrivati nei supermercati e nella piccola distribuzione i sacchetti per imbustare frutta e verdura biodegrabili e a pagamento. Ma come hanno reagito i consumatori?

Sui social è scoppiata una vera e proprio rivolta, e su Twitter l’hashtag  #sacchetti è in cima alla classifica. Arance, banane , mele pesate ad una ad una: questo uno dei trucchetti suggeriti dagli stessi consumatori per evitare di pagare i nuovi sacchetti. E’ stato infatti stimato che il prezzo che ogni famiglia dovrà aggiungere quest’anno alla spesa alimentare fatta in supermercati e ipermercati oscillerà fra 4,17 e 12,51 euro.  La stima è stata fatta dall’ Osservatorio di Assobioplastiche con una prima ricognizione in una dozzina di grandi magazzini alimentari, nei quali i costi di ogni sacchetto risulta compreso tra 1 e i 3 centesimi.  Come stabilisce la legge 123/2017, il cosiddetto decreto legge Mezzogiorno, approvato lo scorso agosto, “le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto delle merci o dei prodotti imballati per il loro tramite”.

Il consumo di sacchi per ortofrutta  si aggira complessivamente tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi all’anno. «Queste prime indicazioni di prezzo ci confortano molto, perché testimoniano l’assenza di speculazioni o manovre ai danni del consumatore. I sacchetti sono utilizzabili per la raccolta della frazione organica dei rifiuti e quindi almeno la metà del costo sostenuto può essere detratto dalla spesa complessiva», spiega Marco Versari, presidente di Assobioplastiche

Ma diversamente la pensa il Codacons, definendo il pagamento dei sacchetti come “un nuovo balzello che si abbatterà sulle famiglie italiane, una nuova tassa occulta a carico dei consumatori”.

Per Legambientel’innovazione ha un prezzo, ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo, che si dovrebbe aggirare intorno ai 2-3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa».

Per approfondire: https://www.teleambiente.it/sacchetti-frutta-verdura-oggi-pagamento/

Per fronteggiare l’arrivo dei sacchetti biodegradabili e a pagamento e venire incontro alle esigenze dei consumatori,  esistono alternative semplici e sostenibili come quella proposta dalla Coop Svizzera, che offre sacchetti per frutta e verdura riutilizzabili, le cosiddette Multi-Bag, realizzate in cellulosa certificata FSC. Si tratta di sacchetti che rappresentano un’alternativa ecologica per tutti i consumatori che, quando acquistano frutta e verdura, vogliono rinunciare al sacchetto di plastica monouso. Per evitare che il consumatore debba pagare il peso della Multi Bag (27 grammi),  la frutta e la verdura devono essere pesate senza il sacchetto e imbustate solo successivamente. E’ anche possibile riporre diverse varietà di frutta e verdura nella stessa Multi-Bag e incollare tutte le etichette dei prezzi sul sacchetto.

https://twitter.com/franvalensise/status/948305385928216576

 

 

 

 

 

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