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Piano nazionale di ripresa e resilienza, Regioni pronte a lavorare con Draghi

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Regioni. “Le Regioni e le Province autonome si augurano di collaborare presto con il Governo Draghi al piano di rilancio del nostro Paese”. è quanto dichiara Donatella Tesei (presidente regione Umbria), coordinatrice della Commissione Affari europei della Conferenza delle Regioni, nel corso di un’audizione alla 5° e 14° Commissione del Senato.

“Così come affermato dal Presidente del Consiglio – rileva Tesei – il coinvolgimento delle Regioni è fondamentale alla buona riuscita del PNRR. E’ infatti essenziale per la sua buona riuscita che Governo e Regioni lavorino insieme per rendere più concreta possibile la fase operativa sul territorio”.

Non è pertanto più rimandabile un serio confronto con il Governo.

“Abbiamo infatti il dovere – spiega Tesei – di superare con slancio questa crisi sociale ed economica dovuta alla pandemia. Anche le risorse React EU e della Programmazione di coesione 2021-2027 sono un’opportunità che non possiamo sprecare come quelle del Recovery fund”.

La Conferenza delle Regioni ha già predisposto un documento, utile per il lavoro istruttorio, nel quale si indicavano alcune priorità, che è stato consegnato alle Commissioni di Camera e Senato nel corso delle audizioni sul Recovery Fund e successivamente al Governo.

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Abbiamo definito il ruolo delle Regioni, le linee di intervento, le modalità operative e di ripartizione delle risorse. Ma nel precedente Governo è mancata una sostanziale interlocuzione, nonostante questo le Regioni hanno continuato a lavorare su priorità progettuali e ambiti tematici individuati.

Siamo quindi anche entrati nel merito delle cose da fare e su come realizzarle sul territorio, puntando sulla transizione sostenibile, dalla digitalizzazione alle politiche verdi e di equità sociale.

Le Regioni, infatti, intendono espletare il proprio ruolo istituzionale e trasformarsi in un volano per mandare avanti, unificare e semplificare sul territorio gli investimenti nell’ambito di priorità condivise fra i livelli istituzionali.

Vogliamo essere anche un punto di riferimento nella programmazione degli investimenti, perché siamo in grado non solo della messa a terra dei progetti ma di coniugare la loro specificità rispetto alle esigenze territoriali.

Insomma il complesso sistema della programmazione del Recovery e le sue tempistiche di attuazione implicano un coordinamento che metta insieme il ragionamento sulle cose da fare (la programmazione) con quello di come fare le cose (l’attuazione).

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“Voglio anche ricordare – aggiunge Tesei – che le Regioni hanno delle competenze esclusive e concorrenti assegnate dalla Costituzione in molti dei temi e settori toccati dalle risorse del Recovery”.

Non è quindi pensabile che siano prese decisioni senza neanche una preventiva discussione con il livello istituzionale competente su aspetti qualificanti come la dimensione territoriale e quella attuativa.

E’ pertanto da chiarire quale deve essere il ruolo istituzionale delle Regioni e delle Autonomie locali in materia di PNRR.

E’ ormai chiaro che il nuovo Governo intende rivedere l’impianto ed il merito, le Regioni sono pronte a lavorare su priorità delle cose da fare e l’integrazione e complementarità degli strumenti da utilizzare.

Serve una strategia integrata. “Le Regioni – evidenzia Tesei – da luglio 2020 ricordano che Recovery Plan, REACT EU e Programmazione 2021 2027 sono tre parti di una stessa questione, e l’integrazione e la complementarità tra questi strumenti è una questione strategica. Serve una visione complessiva comune”.

Del React EU – vero supporto per fronteggiare l’emergenza e favorire la ripartenza – non si è mai parlato con il precedente Governo.

Nel PNRR consegnato al Parlamento, il suo utilizzo sembra già “deciso”, senza prevederne un’allocazione nella programmazione regionale, nonostante fonti della Commissione europea segnalino che esso debba essere usato anche nelle programmazioni regionali.

Mentre della Programmazione 2021-2027 non sono mai stati affrontati i nodi politici della complementarità e dell’integrazione dei contenuti e delle risorse finanziarie tra questi strumenti.

Bisogna affrontare queste partite insieme e prevedere meccanismi in cui un maggiore sforzo finanziario sia preso in carico dal Governo e non gravare sui bilanci regionali.

E’ inoltre ancora poco chiaro il livello di dettaglio degli interventi scelti.

Ora serve un diverso metodo di lavoro, un disegno condiviso della governance, un confronto serrato su progettazioni, allocazioni territoriali e competenze istituzionali.

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Le nostre proposte sono sul tavolo da mesi, ma non abbiamo mai avuto interlocuzioni istituzionali.

Poi servono le riforme, che sono necessarie ad attuare gli strumenti e rispettare i tempi di spesa. Servono riforme rivolte a snellire i procedimenti e a semplificare e razionalizzare le norme.

E’ indispensabile una riforma del codice degli appalti che renda più veloce ed efficace l’esecuzione dei progetti. Servono delle semplificazioni in materia di autorizzazioni e delle procedure di spesa per il sistema delle Regioni e degli Enti Locali, “ingessato” dall’attuale normativa;

C’è inoltre l’esigenza di un “Piano di rafforzamento amministrativo” nazionale con l’immissione di nuove forze fresche e di un Fondo rotativo per la progettazione, perché solo una progettazione anticipata e seria permette la messa a terra con celerità degli interventi.

Le Regioni e le Province autonome sono pronte – conclude Tesei – alla sfida per rilanciare l’Italia e renderla capace di spendere le risorse europee, siamo quindi in attesa di un confronto con il Governo che ci permetta di trasferire il nostro lavoro e di renderlo concreto nell’ambito di una leale collaborazione istituzionale”.

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