Il Piano approvato in Consiglio comunale, ma non mancano le proteste.

Milano, approvato in Consiglio comunale il Piano Aria Clima. Si tratta di un documento per la riduzione dell’inquinamento con una serie di misure ed obiettivi da raggiungere entro il 2030. Il primo, tra i più rilevanti, è quello di una graduale creazione di una città ciclo-pedonale e a 30 km/h, che limiti il traffico veicolare e permetta di cambiare il capoluogo lombardo tramite una transizione verso la neutralità climatica. Per questo, già dal prossimo ottobre verranno gradualmente esclusi dall’accesso in città i veicoli più inquinanti, a cominciare dai diesel Euro 5.

Questi i principali obiettivi del Piano:
– Riduzione del 45% delle emissioni di CO2 entro il 2030 e riduzione del 50% del consumo di combustibili negli edifici;
– 75% di differenziata entro il 2028;
– 100 km in più di piste ciclabili;
– 70 km in più di metropolitane;
– più di 220 mila alberi entro il 2030;
– zone 30 in tutti i quartieri.
Per approvare il Piano sono state necessarie 14 sedute in Consiglio comunale, a causa degli oltre 800 emendamenti presentati dalle opposizioni e poi ritirati grazie ad un accordo su un ordine del giorno della Lega che chiede di estendere ai Diesel euro 5 che entreranno in Area B il dispositivo Move-In, la scatola nera introdotta dalla Regione che permette ai veicoli inquinanti di percorrere un determinato numero di chilometri. Un accordo mal digerito dai più oltranzisti.

Elena Grandi, assessora comunale all’Ambiente, ha spiegato: “Il Piano è molto ambizioso, punta ad una città sempre più ciclo-pedonale. Molte azioni sono già in corso e dovranno essere implementate, c’è molto da lavorare. Dipenderà da noi, la crisi climatica è una realtà sempre più grave“. Molto soddisfatto anche Filippo Barberis, capogruppo del Pd: “Questo provvedimento è fondamentale per i prossimi 30 anni, è un piano di strategia e obiettivi a medio e lungo periodo, un documento complesso con cui Milano si sta dando questa strategia“.

Meno soddisfatti gli esponenti di Europa Verde, a cominciare da Carlo Monguzzi. “Sono profondamente deluso, questo piano non c’entra nulla con le nostre richieste, con quelle degli scienziati e degli studenti che erano in piazza a Milano” – ha spiegato il consigliere comunale – “Chiedevamo azioni concrete e ci troviamo 900 pagine senza alcuna conseguenza concreta, non c’è nulla che si poteva fare prima senza il piano e nulla che si può fare adesso che è stato votato“.

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