Un mercato attivo soprattutto in Ungheria e florido per due ragioni: la giovane età dei cuccioli e i prezzi assolutamente stracciati. Ma i rischi sono gravissimi.

Cuccioli di cane che attraversano illegalmente le frontiere europee. Dai Paesi dell’Est raggiungono l’area Ue, nascosti nei bagagliai delle auto o dentro furgoni, arrivando fino in Italia. Sono decine di migliaia ogni anno e costituiscono un’occasione per i trafficanti e per i loro clienti. Ma troppo spesso si ignorano i rischi, gravissimi. Lo ha denunciato un servizio di PresaDiretta, su RaiTre, andato in onda ieri sera e realizzato dall’inviata Lisa Iotti, che si è infiltrata tra i trafficanti di cuccioli.

Questo traffico illegale di cuccioli, quasi esclusivamente di cani di piccola taglia, genera entrate per diversi milioni di euro all’anno. Si tratta solo di una stima, dal momento che i guadagni sono illeciti e ovviamente non dichiarati. Un danno per gli allevatori che rispettano le regole, ma anche per chi acquista un cucciolo di cane da questi trafficanti. Le razze più richieste sono i bulldog francesi, i chow-chow, i maltesi ed i beagle.

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La vita di questi animali è segnata: il 15% si ammala o muore nei primi 12 mesi, il 40% muore prima del quinto anno di vita. Il motivo è presto spiegato: i cuccioli vengono nascosti e letteralmente spediti ancora prima di completare il ciclo di vaccinazioni, a cominciare dall’antirabbica. La rabbia in Italia è stata debellata, ma è ancora molto presente nell’Est Europa. La legge prevede che nessun cane possa essere trasportato senza passaporto comunitario, e questo documento viene rilasciato solo dopo l’antirabbica e la successiva quarantena. Quindi, a tre mesi e 21 giorni di vita. Per molti, però, un cucciolo di quell’età è già considerato ‘vecchio’ e quindi di basso, se non nullo, valore di mercato.

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Come denuncia da tempo la EU Dog & Cat Alliance, un network di veterinari e ong animaliste, questo mercato trova terreno fertile su Internet. Dai siti del dark web fino alle app di messaggistica istantanea come WhatsApp o Telegram, trafficanti e clienti si incontrano virtualmente per concordare la compravendita. A favorire questo mercato illegale ci sono soprattutto i prezzi: un cucciolo di cane di piccola taglia, presso gli allevamenti regolari in Italia, può arrivare a costare 3000 euro. Il prezzo per l’acquisto illegale dall’Est Europa, invece, è quasi sempre pari ad un decimo.

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