Rabbia e indignazione degli animalisti, ma ora interviene anche il Governo di Quito.

Masterchef sotto accusa in Ecuador. Nel programma televisivo, che nel Paese sudamericano viene trasmesso da Teleamazonas, sono state preparate ricette che hanno come ingredienti animali protetti dalle legge. Si tratta, nello specifico, un raro cervo, lo squalo della specie Mustelus whitney, un coccodrillo e il capibara. La legge ecuadoregna vieta il consumo di carne ‘de monte’ (selvatica), ad eccezione di fini di sussistenza e senza alcuno scopo commerciale e di lucro. Che, fa notare il Movimiento Animalista Nacional, “di certo non è il caso di Masterchef“.

L’associazione animalista ha sollecitato i produttori di Masterchef e Teleamazonas a spiegare la provenienza della carne: “Questi piatti puntano a normalizzare il consumo di animali protetti e a favorire il traffico di animali selvatici e la distruzione degli ecosistemi“. La produzione di Masterchef potrebbe svincolarsi dagli obblighi legali dal momento che lo show viene prodotto in Colombia, ma anche le leggi di quel Paese vietano la vendita e il consumo di animali protetti, così come la possibilità di violare le leggi di un altro Stato.

¡ALTO!, una ong animalista colombiana, ha fatto notare che in Colombia sono consentiti gli allevamenti di capibara e coccodrilli a fini alimentari, ma anche che l’origine della carne deve essere certificata e che per cervi e squali l’uso è con tutta probabilità illegale. Il caso, dopo la denuncia di MAN, ha fatto intervenire il Ministero dell’ambiente, dell’acqua e della transizione ecologica (Maate) dell’Ecuador: “Respingiamo categoricamente la promozione e la diffusione di contenuti che incoraggino l’acquisto e il consumo di specie selvatiche o dei loro elementi costitutivi“.

Il consumo di carne selvatica è un crimine in Ecuador. Per contrastare il traffico e la caccia di tali specie vengono effettuate operazioni ed applicate le vigenti normative ambientali” – ha aggiunto il Ministero – “Chiediamo ai cittadini di rispettare e tutelare la straordinaria biodiversità del Paese e sollecitiamo i media a sostenere il rafforzamento della politica ambientale nazionale“.

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Nel 2021, in Ecuador, sono state condotte 527 operazioni anti-bracconaggio e il Maate ha avviato 12 procedimenti penali per crimini contro la fauna selvatica e 23 procedimenti amministrativi per crimini contro la biodiversità. I crimini contro la fauna selvatica sono puniti con pene da uno a tre anni di reclusione e con sanzioni amministrative.

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