Nonostante l’Amministrazione Americana neghi i cambiamenti climatici ed i suoi effetti sul pianeta, questi sono più che evidenti e avranno conseguenze drammatiche anche sulla popolazione americana.

Entro il 2100, solo negli Usa, 13 milioni di persone potrebbero essere costrette a trasferirsi a causa dell’innalzamento del livello del mare.

È quanto emerge dallo studio “Modeling migration patterns in the USA under sea level rise”, pubblicato su PloS One da Caleb Robinson del Georgia institute of technology, Bistra Dilkina dell’Università della Southern California e Juan Moreno- Cruz dell’Università canadese di Waterlooo, il primo a utilizzare l’apprendimento automatico per prevedere schemi migratori derivanti dall’innalzamento del livello del mare.

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Secondo lo studio, le aree costiere a rischio alluvione, l’impatto dell’innalzamento degli oceani si propagherà in tutti gli Stati Uniti e le persone colpite si sposteranno verso l’interno.

Sulla base dei dati raccolti, il team di ricerca ha scoperto che le mete preferite di chi fugge di fronte all’innalzamento del mare saranno le grandi città dell’entroterra come Atlanta, Houston, Dallas, Denver e Las Vegas, ma anche le aree suburbane e rurali nel Midwest subiranno un afflusso sproporzionato di profughi rispetto alle loro popolazioni locali più piccole.

“L’innalzamento del livello del mare – secondo il Center for AI for Society dell’USC – interesserà ogni contea degli Stati Uniti, comprese le aree interne. Speriamo che questa ricerca consentirà ai pianificatori urbani e ai decisori locali di prepararsi ad accettare le popolazioni sfollate dall’innalzamento del livello del mare. I nostri risultati indicano che tutti dovrebbero preoccuparsi dell’innalzamento del livello del mare, che vivano o meno sulla costa. Questo è un problema di impatto globale”.

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Questo fenomeno infatti, colpirà diversi Paesi del mondo, Italia compresa.

Le coste australiane saranno le più colpite con quasi 12.000 chilometri di spiagge a rischio.

Rischio particolarmente elevato in alcuni paesi per entrambi gli scenari climatici, tra cui Gambia e Guinea-Bissau, dove si potrebbe perdere oltre il 60% della costa sabbiosa.

Fortemente colpiti anche CanadaCileMessicoCina e Stati Uniti.

 

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