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Clima, l’innalzamento dei mari potrebbe far sparire le nostre aree costiere

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Clima. Temperature record in Groenlandia, dove si registrano oltre 4° in più rispetto alla media.

Nel mese di agosto, in un solo giorno, si sono sciolte circa 2 miliardi di tonnellate di ghiaccio sul 40% del territorio dell’isola.

Una situazione particolarmente preoccupante.

“Le scarse nevicate dello scorso inverno hanno lasciato scoperto il ghiaccio più scuro che ha un basso livello di rifrazione e assorbe maggiori quantitativi di energia solare, innescando la fusione degli strati sottostanti e innalzando il livello dei mari di circa 2mm in più” – spiega Jason Box, professore di glaciologia alla Commissione geologica danese-groenlandese.

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Questa eccezionale ondata di calore che, partendo dall’Europa, ha colpito l’estremo Nord ha accelerato il processo di scioglimento.

E il suo effetto boomerang sul lungo periodo contribuirà a infliggere danni astronomici ai paesi costieri del Vecchio Continente.

Danni, che sono stati quantificati dal Centro Comune di Ricerca, un’agenzia specializzata della Commissione europea.

Nel peggiore degli scenari ipotizzati nell’analisi, entro la fine del secolo il rigonfiamento dei mari arriverà a costare 2.545 miliardi all’Europa.

Dopo Regno Unito, Francia e Norvegia, l’Italia sarà il paese più danneggiato.

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L’innalzamento del Mediterraneo (che secondo l’ultimo studio dell’Enea salirà di un metro entro il 2100, esponendo all’allagamento un’area estesa quanto la Liguria) ci potrebbe far arrivare a sborsare circa 440 milioni di euro solo nel 2020, quasi 10 miliardi nel 2050 e oltre 236 miliardi nel 2100.

Negli stessi anni, inglesi, francesi e norvegesi perderanno rispettivamente fino a 1,8, 30, 594 miliardi; 0,8, 20, 485 miliardi e 0,2, 15, 244 miliardi di euro.

I paesi che se la caveranno meglio sono Malta, Olanda e Bulgaria che, tutte insieme, nel 2100 arriveranno a pagare complessivamente poco più di 2 miliardi di euro.

“Nel breve termine, l’innalzamento del livello dei mari sarà causato principalmente dall’espansione della massa delle acque, dovuta all’aumento globale delle temperature – spiega Michalis Vousdoukas, uno degli autori dello studio – dal 2050 il contributo dello scioglimento dei ghiacci (polari e montani) diventerà relativamente più significativo.  La relazione di causa-effetto tra lo scioglimento dei ghiacci e le conseguenze finanziarie è indubbia ma non è lineare: un lieve aumento del livello delle acque potrebbe non avere un grande impatto, ma il suo progressivo accumulo avrà gravissime conseguenze, combinandosi alle alte maree ed alle avversità meteorologiche (uragani e tempeste) che diventeranno sempre più frequenti”.

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La maggior parte delle aree costiere europee, che si estendono per più di 100mila km, sono densamente popolate e ricche di infrastrutture di alto valore, e perciò finanziariamente molto vulnerabili alle alluvioni.

Sulla base dell’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo sui Cambiamenti climatici (IPCC) l’Agenzia ambientale europea ha stimato che l’innalzamento dei mari in Europa sarà simile alla media mondiale.

Entro la fine del 2lesimo secolo l’aumento sarà probabilmente di 0,28-0,61 o 0,52-0,98 metri rispetto al periodo 1986-2005, considerando rispettivamente un livello basso o alto di emissioni di CO2 (o gas a effetto serra) prodotte dall’uomo che contribuiscono al riscaldamento globale.

Previsioni che saranno riviste alla fine del 2019, in linea con il apporto speciale su clima, oceani e variazione dei ghiacci che l’IPCC presenterà a fine settembre.

 

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