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Il grido d’allarme degli agricoltori italiani, alle prese con i rincari e con le conseguenze della crisi climatica.

Un allarme costante, quello degli agricoltori italiani. Coldiretti si dice molto preoccupata per il maltempo che sta per coinvolgere le regioni del Centro-Nord. Si teme soprattutto la grandine, che potrebbe causare danni irreversibili alle coltivazioni e alla vendemmia. Anche se non è l’unico, devastante effetto della crisi del clima.

Coldiretti: “Con il maltempo, timore per la grandine”

La grandine è un fenomeno tra i più temuti in questa stagione per i danni che provoca alle coltivazioni. Nelle Regioni interessate sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta e i nubifragi rischiano di far perdere un intero anno di lavoro appena prima della raccolta” – spiega una nota di Coldiretti – “Le reti antigrandine per proteggere i raccolti, purtroppo, non sono capillarmente diffuse. La situazione rischia di far salire il conto dei danni, in una stagione in cui, per effetto del clima anomalo, tra siccità e maltempo, hanno già superato i 6 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale“.

 

Coldiretti: “Eventi estremi aumentati più di cinque volte”

Sono proprio le imprese agricole quelle più interessate dagli effetti dei cambiamenti climatici. A cominciare dagli eventi meteorologici estremi. Un’analisi di Coldiretti, sulla base dei dati dello European Severe Weather Database (Eswd), lo spiega con i numeri: trombe d’aria, grandinate, bufere di acqua e vento e frolli termici sono stati in tutto 1642 durante i mesi estivi. Un aumento, rispetto alla media del decennio precedente, più di cinque volte superiore.
Un’estate segnata dalla siccità, che però, è stata più volte interrotta da violente precipitazioni, con una tendenza alla tropicalizzazione del clima che ha un impatto devastante sulle produzioni agricole“, spiega Coldiretti.

 

Siccità e caro energia, raccolti olive -30%

Altro che ‘mal comune, mezzo gaudio’. La siccità, con le alte temperature, e il caro energia si abbatteranno inevitabilmente sui raccolti di olive di quasi tutto il Mediterraneo. Se i dati delle esportazioni sono positivi, la stagione di raccolta si preannuncia drammatica: la produzione nazionale vede un calo stimato al 30% da Coldiretti. Questa la media nazionale, mentre il crollo della produzione è particolarmente accentuato al Centro e al Sud. “I costi sono aumentati in media del 50%, quasi un’azienda su dieci lavora in perdita e rischia la chiusura” – l’allarme di Coldiretti – “I costi dell’elettricità sono quintuplicati, ci saranno forti rincari in autunno“.
Nel resto d’Europa va ancora peggio: gli effetti della crisi climatica faranno crollare il raccolto di olive del 46% in Spagna, del 40% in Portogallo e del 44% in Francia. Unica eccezione positiva la Grecia, per cui è stimato un aumento del 29%.

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