AnimaliAttualitàGood News

Maiali per tenere lontani gli uccelli, la soluzione green per la sicurezza aerea: ecco dove

Condividi

Maiali per tenere lontani oche e altri uccelli dalla zona dell’aeroporto e assicurare così la sicurezza del trasporto aereo. Una soluzione assolutamente naturale, in fase di sperimentazione: ecco dove.

Maiali per tenere lontani oche e altri uccelli dalla zona dell’aeroporto e assicurare così la sicurezza del trasporto aereo. Una soluzione naturale e green, quella che si sta sperimentando da qualche settimana nei pressi dell’aeroporto di Schiphol, ad Amsterdam. Il motivo è presto spiegato: intorno allo scalo olandese ci sono diversi campi dove le barbabietole da zucchero scartate diventano un richiamo per i volatili, che rischiano di rimanere uccisi nell’impatto con gli aerei oltre a mettere in pericolo la sicurezza dei viaggiatori. Due anni fa, ad esempio, un Boeing 747 della KLM fu costretto a tornare in aeroporto poco dopo il decollo dopo l’impatto con un uccello. Un incidente simile causò anche l’atterraggio d’emergenza sul fiume Hudson di un Airbus A320 della US Airways nel 2009.

A parlare della soluzione sperimentata ad Amsterdam è il Guardian. Solo nel periodo compreso tra il novembre del 2018 e quello del 2019, a Schiphol, sono stati registrati 565 impatti tra aerei e volatili. Un dato poi crollato a causa della riduzione del traffico aereo per la pandemia nell’anno successivo e che però appare in netta ripresa. Per questo motivo, si è deciso di sperimentare questo progetto-pilota di sei settimane che interessa 19 maiali in un terreno fangoso di circa due ettari, creato ad hoc per questi animali, proprio nei pressi dell’aeroporto. In Olanda la sicurezza aerea viene presa molto sul serio e per questo un progetto così singolare è stato prontamente approvato nonostante l’aeroporto di Schiphol abbia già diversi strumenti per il monitoraggio del volo degli uccelli oltre ad alcuni dissuasori fotoacustici.

I maiali, oltre a cibarsi delle barbabietole che attraggono i volatili e in particolar modo le oche, con la loro presenza spaventano gli uccelli ed evitano che si avvicinino troppo all’aeroporto. I primi risultati, spiegano i promotori del progetto, appaiono incoraggianti e dal 2022 questa soluzione potrebbe essere estesa anche in altri campi che circondano l’aeroporto di Schiphol. Il progetto coinvolge l’ente che gestisce lo scalo, alcune associazioni animaliste, gruppi di biologi e il Ministero delle Infrastrutture olandese. Dal 1970 a oggi, il numero di uccelli selvatici in Olanda si è decuplicato e questo ha ovviamente aumentato la percentuale di rischio per il traffico aereo. Stan Gloudemans, allevatore di maiali coinvolto nel progetto, ha spiegato: “Le oche sono pericolose, ma sono sempre animali con cui dobbiamo approcciarci nel modo giusto e senza violenza. Il maiale è un doppio nemico perché le spaventa e mangia lo stesso cibo, quindi lasciamo che la natura faccia il suo corso“.

Animali, l’allarme del Wwf: “Siamo nel pieno della sesta estinzione di massa”

Willemeike Koster, portavoce dell’ente che gestisce l’aeroporto di Schiphol, ha spiegato: “La fase sperimentale si è appena conclusa e abbiamo già registrato un certo calo nella presenza delle oche nell’area intorno allo scalo. I dati, tramite le osservazioni sul campo ed i radar, saranno analizzati con più precisione nei prossimi mesi. Temevamo che il rumore degli aerei infastidisse i maiali, invece non sembrano affatto spaventati“. Lo conferma anche Herman Vermeer, ricercatore dell’Università di Wageningen: “I maiali sono animali in grado di adattarsi facilmente ai rumori, anche forti, se sono all’aperto. Diversa la situazione se si trovassero al chiuso, ma in un campo si comportano esattamente come le persone che vivono nei pressi delle ferrovie o degli aeroporti: basta poco e ci si abitua al rumore“.

(Visited 200 times, 2 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago