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Greenwashing, le strategie sui social delle aziende inquinanti rivelate da uno studio di Harvard

Greenwashing, le strategie delle aziende inquinanti rivelate da uno studio di Harvard

Lo studio di Harvard rivela come le aziende che inquinano maggiormente il nostro pianeta stiano facendo greenwashing sui social

Come rivela lo studio commissionato da Greenpeace Olanda, la maggior parte dei post pubblicati sui social (circa i due terzi) da aziende inquinanti, risulta essere greenwashing.

Ecco le “Tre sfumature di green(washing)” delle aziende inquinanti

Lo studio di Harvard “Three shades of green(washing)” commissionato da Greenpeace Olanda lancia l’allarme sulle strategie di comunicazione di alcune aziende europee operanti nel settore fossile. Infatti, molti post non risultano essere proprio finalizzati a sensibilizzare sulla crisi climatica anzi, sembrano voler distogliere l’attenzione dal reale comportamento – inquinante – delle multinazionali. Fra le aziende in questione figurano anche nomi italiani, come Eni ed alcuni marchi automobilistici del gruppo Stellantis.

I ricercatori sono andati in fondo alla questione analizzando oltre 2.300 post delle principali compagnie europee del settore fossile pubblicati su TikTok, Instagram, Facebook, TikTok e YouTube, classificandone il 67% come greenwashing. I post presi in esame sono quelli pubblicati nel periodo in cui in Europa si è registrato il caldo record (giugno e luglio) e le aziende, tanto per dirne una, non ne hanno fatto menzione nei loro contenuti.

Geoffrey Supran, ricercatore associato presso il Dipartimento di Storia della Scienza dell’Università di Harvard e principale autore dello studio ha commentato: “I social media sono la nuova frontiera dell’inganno e dei tentativi di ritardare gli interventi contro la crisi climatica. I nostri risultati mostrano che, mentre l’Europa stava vivendo l’estate più calda mai registrata, alcune delle aziende maggiormente responsabili del riscaldamento globale si sono ben guardate dal parlare di crisi climatica e hanno invece sfruttato i social media per posizionarsi strategicamente come marchi sostenibili, innovativi e attenti alle cause sociali” .

 

Greenwashing sui social, quali sono i temi della narrazione green?

Quali sono quindi i temi della loro narrazione “green” sui social? Dalla ricerca commissionata da Greenpeace, emerge che queste società dedicano circa il 60% dei loro post all’innovazione green e non solo: anche sport, questioni sociali, moda e design sono argomenti di discussione che sviano l’attenzione del pubblico dal mostrare le attività principali del loro business, che contribuiscono ad alimentare la crisi climatica.

I modelli industriali che continuano ad adottare queste aziende quindi, vengono ben celati da un linguaggio che mette in primo piano l’innovazione verde e dà un’immagine – fuoviante – di un brand green ed attento alle tematiche sociali.

Per contrastare le azioni inquinanti di queste società, Greenpeace, insieme ad altre 30 associazioni, ha lanciato anche una petizione per una legge che vieti la pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende inquinanti.

 

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