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Governo, Conte: “la nuova frontiera è la lotta contro il cambiamento climatico”

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“Gennaio sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi: basta conflitti, le polemiche non fanno bene”.

 

Con queste parole il Premier Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa di fine anno, durata quasi tre ore, traccia il bilancio dell’esecutivo giallorosso e poi assicura: “nessuna velleità di un mio partito”.

Il prossimo passo da fare sarà quello di rilanciare l’azione del governo per i prossimi tre anni: “Finora abbiamo corso i 100 metri e sono orgoglioso dei risultati, ma ci aspetta una maratona di 3 anni a partire da gennaio’. Niente governo ter e niente partito o gruppi ‘contiani’ – aggiunge – sarebbero ‘destabilizzanti’. Serve invece un’agenda fino al 2023, che però non vede all’ordine del giorno la flat tax ne’ la rimodulazione delle aliquote Iva. Piuttosto, nuove misure anti-evasione per ‘pagare tutti meno tasse‘ “.

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Per il premier “oggi la nuova frontiera è la lotta contro il cambiamento climatico, la svolta green. Se, come Europa – dice – vogliamo rivendicare un primato mondiale, oggi la nuova frontiera e’ la leadership su questo fronte. Dobbiamo batterci per l’attuazione degli accordi di Parigi e diffondere questa sensibilità in tutti i continenti”.

“Si può giocare una leadership politica, culturale ed economica – ha aggiunto Conte – dobbiamo indicare la via della transizione energetica e cavalcare tutte le innovazioni”.

Una cosa il premier Conte ci tiene a chiarire: “Noi da soli non possiamo fare nulla, il tema dei cambiamenti climatici è un tema che non risolvere un piccolo paese come l’Italia, non è neppure l’Unione Europea. Però, l’ho detto all’Ultimo consiglio Europeo, possiamo fare molto come Unione Europea. E’ inutile pensare che l’Unione Europea sia l’ombelico del mondo. Ebbene, oggi la nuova frontiera è la svolta green: se vogliamo rivendicare un primato mondiale, la nuova frontiera è la leadership su questa dimensione”.

Accanto alla lotta ai cambiamenti climatici, quel che è necessario, è diffondere questa sensibilità in altri paesi.

” Ovviamente dobbiamo additare la via della transizione industriale ed energetica – ha aggiunto il presidente del Consiglio – abbiamo un primato sull’innovazione, dobbiamo continuare in questa direzione e non stancarci, cercando di essere in prima fila”.

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Il premier ribadisce poi che quello che vuole per l’Italia è un “ruolo da protagonista” soprattutto con questa Commissione Europea.

“Abbiamo idee e le offriremo ai nostri partner” – ha detto Conte.

Sul patto di stabilità siamo protesi a offrire soluzioni innovative per quanto riguarda la flessibilità: vorremmo che il patto fosse prima di crescita poi di stabilità”.

Anche sull’Edis, lo schema di garanzia comune sui depositi, “torneremo presto – ha aggiunto – a fare una nostra proposta”.

“Ma siamo anche destinati a recitare ruolo da protagonisti – ha concluso il premier – sul green new deal“.

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Belle parole, bei propositi ma che sono molto distanti dalle azioni finora messe in campo prima dal Governo.

Nonostante questo Esecutivo sia tra i pochi, se non il solo, ad aver inserito nel suo vocabolario parole come ambiente, clima, cambiamenti climatici e Green New Deal, non è abbastanza.

A cominciare dal Decreto Clima, un primo grande passo, ma non sufficiente, per poi passare  alla quasi totale cancellazione delle misure per un Green New Deal italiano all’interno della Legge di Bilancio 2020.

Parafrasando le parole del premier durante la conferenza stampa di fine anno a Villa Madama, servono “obiettivi ambiziosi, obiettivi molto chiari, programmatici. Obiettivi, non promesse di cose irrealizzabili“.

Li chiedono a gran voce i tanti giovani, e non solo, che sono scesi in piazza per chiedere al Governo di ascoltare gli scienziati, di agire, di avere coraggio e di mettere in campo tutte quelle azioni necessarie per invertire la rotta e salvare il nostro Pianeta.

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