Politica

Governo, scissione tra Istruzione e Ricerca: due ministri al posto di Fioramonti

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ll Premier Giuseppe Conte ha presentato i sostituti di Fioramonti: Lucia Azzolini alla scuola, Gaetano Manfredi all’Università e Ricerca.

“Sono orgoglioso di aver raggiunto gli obiettivi prefissati e siamo andati oltre”. Giuseppe Conte si presenta alla conferenza stampa di fine anno a Villa Madama e promuove il governo e la sua attività. Approffita anche del tradizionale incontro con la stamp per annunciare che Lucia Azzolina, oggi sottosegretaria alla Pubblica istruzione sarà promossa ministra al posto di Lorenzo Fioramonti. Gaetano Manfredi, invece, rettore dell’Università di Napoli, sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca. Dunque due nuovi ministeri.


 

“Ringrazio il ministro Fioramonti: abbiamo la necessità, l’ho già detto, di rilanciare il comparto della università. Non è vero che non abbiamo compiuto passi avanti, penso alla Agenzia nazionale delle Ricerche. Ora serve fare qualche sforzo in più, penso a aumentare i fondi sul diritto alla studio. Sono convinto che la cosa migliore per potenziare il settore sia separare la scuola dall’Università”, spiega il premier per motivare lo “spacchettamento” dei ministero.

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Chi è il nuovo ministro dell’Istruzione?

Dopo ore dedicate al totonomi, in seguito alle dimissioni di Lorenzo Fioramonti, a spuntarla è stata Lucia Azzolina: 37 anni, originaria di Florinda (Siracusa) trapiantata in Piemonte. Con lei alla guida del Miur torna una preside. Abbandonato l’esperimento del professore universitario (Fioramonti) i Cinque stelle si affidano quindi ad un’esperta di scuola. Due lauree in filosofia e diritto, Azzolina è diventata dirigente scolastico lo scorso agosto: non era ancora sottosegretario ma deputato e responsabile scuola del movimento.

 

La scuola secondo Lorenzo Fioramonti

Chi è il nuovo ministro di Università e Ricerca?

Napoletano, 55 anni, ingegnere,Gaetano Manfredi è dal 2014 rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. In precedenza aveva insegnato per molti anni nella stessa università il corso di Tecnica delle Costruzioni ed era stato a capo della CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università italiane.

Nel 1988 Manfredi sognava di fare il giornalista, ma si laurea con il massimo dei voti in ingegneria proprio alla Federico II. Nello stesso ateneo consegue il dottorato di ricerca e dal 1995 inizia la sua ascesa accademica diventando dapprima ricercatore, poi professore associato, ordinario, direttore del dipartimento di Analisi e progettazione, direttore del dipartimento di ingegneria strutturale, prorettore e, infine, rettore. Ora entrerà in un altro mondo, quello della politica, dove milita già come parlamentare Pd suo fratello Massimiliano.

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