Il termine ‘coca’ per la multinazionale è un marchio registrato, per gli Indios è invece parte del patrimonio culturale.

Gli indigeni della Colombia contro la Coca-Cola. Una vera e propria dichiarazione di guerra, quella degli Indios colombiani, pronti a boicottare e ad impedire la vendita nel Paese dei prodotti della multinazionale. Il motivo? La causa intentata da Coca-Cola contro Coca Nasa, azienda colombiana produttrice di vari prodotti tra cui la Coca Pola, una birra a base di coca.

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Come spiega Il Fatto Quotidiano, la Coca-Cola è pronta a fare causa a chiunque utilizzi il termine ‘coca’ nei prodotti e in particolar modo nelle bevande. Per gli indigeni colombiani, però, la coca è una pianta sacra e quindi un caposaldo delle tradizioni locali e del patrimonio culturale ancestrale. Coca Nasa, piccola azienda colombiana con sede centrale nel dipartimento del Cauca, è attiva nella produzione di bevande ma ora rischia una causa da parte di Coca-Cola.

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Gli indigeni colombiani spiegano che la coca viene utilizzata da sempre anche nei rituali e nelle cerimonie, e sostengono che Coca-Cola abbia registrato il marchio senza alcun consenso, andando così “incontro a pratiche abusive e violando le norme nazionali, andine e internazionali sui diritti umani“. Coca-Cola, invece, sostiene che Coca Nasa abbia attuato una forma di concorrenza sleale che provoca confusione tra i consumatori. La piccola azienda colombiana, oltre alla birra Coca Pola, produce anche la Coca Sek (una bevanda energetica) e la Coca Ron (a base di rum). Si preannuncia una battaglia legale, con un precedente che non depone a favore della multinazionale: nel 2007 Coca-Cola aveva chiesto che la Coca Sek venisse ritirata dal mercato, ma perse la causa.

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