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Un’attivista che aveva bloccato il traffico è stata condannata a 15 mesi di carcere

attivista climatica condannata a 15 mesi di carcere

Un tribunale australiano ha comminato una pena durissima (15 mesi di cui 8 senza libertà condizionale) a una 32enne che aveva parzialmente bloccato il traffico per 25 minuti).

Una attivista per il clima che aveva bloccato il traffico su un ponte a Sydney, in Australia, per quella azione è stata condannata a 15 mesi di carcere con un periodo di non libertà condizionale di 8 mesi.

La storia vede protagonista la 32enne Deanna “Violet” Coco, attivista di Extinction Rebellion, che lo scorso 13 aprile aveva bloccato il traffico sul Sydney Harbour Bridge per portare l’attenzione sulla crisi climatica in corso. Per 25minuti una delle cinque corsie del ponte è rimasta bloccata dalla donna ferma lì con un razzo acceso in mano.

Tanto è bastato per convincere la giudice Allison Hawkins del tribunale locale del Downing Centre di Sydney a condannare la giovane donna a una pena tanto dura.

Durante l’udienza in tribunale, i legali dell’attivista climatica avevano sostenuto che la loro assistita aveva deciso deliberatamente di non bloccare completamente il traffico ma semplicemente di rallentarlo rendendo inagibile soltanto una delle cinque corsie. Ma neanche questo è bastato a convincere la giudice ad abbassare la pena.

La preoccupazione di Human Rights Watch

Secondo il Guardian, la ricercatrice australiana di Human Rights Watch, Sophie McNeill, ha definito la sentenza di Coco “incredibilmente allarmante”.

“La decisione odierna è un’ulteriore prova che i manifestanti per il clima sono soggetti ad azioni legali vendicative da parte delle autorità australiane che stanno limitando i diritti alla libertà di riunione pacifica e di espressione”, ha affermato McNeill.

Il presidente del Consiglio per le libertà civili del Nuovo Galles del Sud (lo stato di cui fa parte Sydney), Josh Pallas, ha affermato venerdì che “una protesta pacifica non dovrebbe mai portare al carcere”.

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