Agricoltura biodinamica, scienza o magia? Facciamo chiarezza. Intervista a Carlo Triarico

Cos’è l’agricoltura biodinamica e in cosa è diversa da quella biologica? In un periodo storico nel quale l’attenzione alla qualità e alla sostenibilità è molto alta, c’è ancora tanta confusione intorno alle varie forme di agricoltura. 

Proviamo a fare un po’ di chiarezza su questi due approcci, dal suono simile ma in realtà molto diversi.

Entrambi condividono gli stessi valori fondativi, cioè il rifiuto di utilizzare sostanze chimiche, l’attenzione all’ambiente, la rotazione delle colture, ma sono regolamentate in modo differente.

“L’agricoltura biodinamica è all’origine dell’agricoltura biologica, nata all’inizio degli anni Venti ed è parte della grande famiglia dell’Agricoltura organica, ma si distingue per alcune caratteristiche che sono più restrittive rispetto alla normativa generale del biologico, per esempio – spiega Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica in biodinamica è obbligatorio avere gli animali in azienda, è obbligatorio il riciclo della sostanza organica, il compostaggio della sostanza organica per trasformarla in humus. Al di là di tutto, l’humus è come dire la pappa della terra, è lo strumento, che noi abbiamo più potente per rigenerare il suolo. E la biodinamica, per esempio ha l’obbligo della biodiversità per cui almeno il 10% del suolo agricolo deve essere destinato a coltivare la biodiversità attraverso le siepi, i laghi, insomma c’è un sistema cosiddetto a ciclo chiuso”.

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Dopo quasi 15 anni di attesa, di battaglie e di discussioni, il 2 marzo 2022 è stato approvato definitivamente il Disegno di Legge sulla “tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione biologica italiana”, togliendo però l’equiparazione tra biologico e biodinamico.

La tutela della agricoltura biodinamica era entrata nel testo, all’articolo 1, durante l’esame in Senato scatenando diverse critiche da parte della comunità scientifica.

Non si tratta però di una vera e propria esclusione dai benefici della legge.

Infatti, allo stesso articolo 1, il testo di legge continua a contemplare i metodi di produzione rispettosi delle disposizioni e dei regolamenti comunitari e nazionali, equiparandoli all’agricoltura biologica. E – visto che i produttori biodinamici sono dotati di certificazione biologica – continueranno a rientrare nella normativa.

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“Il Parlamento ce l’ha messa tutta e penso abbia realmente capito, ci sono state le pressioni indubbiamente molto forti, delle resistenze molto forti, è stato tolto simbolicamente dall’articolo 1 della legge. Tra l’altro la legge – afferma Triarico – ha cercato di essere approvata fin dal 2007, per 3 legislature. È stata fermata con vari pretesti, questa volta il pretesto era la biodinamica, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La biodinamica compare in due articoli, comunque da questa legge non è esclusa. Ma io credo che il vero significato sia che la biodinamica, che permette di vedere che l’applicazione di quello che l’Unione Europea adesso sta prescrivendo: cioè le aziende a ciclo chiuso, la circolarità economica è già fattibile perché lo facciamo da un secolo e le nostre aziende stanno in piedi, hanno più impiegati delle aziende convenzionali, hanno un reddito decente, permette di fare legalità, giustizi, giusta remunerazione, ma anche salute nei prodotti”.

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“Allora noi abbiamo realizzato un testo per Terra Nuova Edizioni che è ‘L’insopportabile efficacia dell’agricoltura biodinamica’. Lì dentro – racconta il Presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – ci sono raccolte oltre 200 referenze, anche applicazioni scientifiche referate, che dimostrano una qualità del processo biodinamico, la sensatezza e razionalità dei suoi percorsi e degli standard ed è un po’ uno strumento che vogliamo far conoscere perché c’è stata una divulgazione falsificante dell’agricoltura biodinamica, trattata come stregoneria; l’azione dei contadini trattati come stregoni è veramente un grosso limite che dobbiamo superare, un pregiudizio. Qui si tratta di buona agricoltura. Insieme ai tanti agricoltori in Italia che concorrono a fare buon cibo, e a tenere il territorio in piedi, ci siamo anche noi con la biodinamica”.

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