Scienza e Tecnologia

CIO APRE AI VIDEOGIOCHI. VERI SPORT O BUSINESS?

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Roma. Arrivano i videoGiochi olimpici. Il Comitato internazionale olimpico ha dichiarato per la prima volta, dopo il summit a Losanna, che i videogames sono da considerare un’attività sportiva a tutti gli effetti. In un comunicato il Cio ha evidenziato che “ gli e-sports competitivi possono essere considerati un’attività sportiva, e i giocatori coinvolti si preparano e allenano con un’intensità che può essere paragonata a quella degli atleti delle discipline tradizionali”. Il movimento dei videogiochi è in forte crescita, in particolare tra i giovani di tutto il Paese. Questo potrebbe essere il primo passo verso l’ingresso dei videogiochi nel mondo olimpico. Per far si che ciò accada però, ci sono delle regole da rispettare come l’osservanza delle norme sul doping, scommesse, manipolazioni, l’equa partecipazione di maschi e femmine. Insomma la direzione è stata tracciata ma la strada è ancora molto lunga.

Vincere un oro olimpico seduti comodamente  davanti alla console, magari anche a distanza di chilometri, non sembra incarnare i principi dello sport, del confronto, della partecipazione. Considerare atleti di pari livello i piloti di droni e i piloti di Formula1 o i maratoneti appare un’impresa quasi impossibile, eppure il Cio molto probabilmente ci riuscirà per favorire guadagni grazie ai grossi sponsor. E questo è tutt’altro che virtuale. Ma quali sono questi videogiochi? Il più conosciuto tra gli sportivi, Fifa 18 in questo caso, è solo in 27esima posizione per giro di soldi nei tornei. Ma sono le battaglie fantasy e gli sparatutto le più diffuse. Altro che cecchini da tiro al piattello, a cadere sono uomini e intere popolazioni seppure sullo schermo.

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