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L’orrore in provincia di Nuoro: un business clandestino e anche pericoloso per la salute.

Orrore in Sardegna: due delfini sono stati trovati uccisi e sfilettati in spiaggia, nel giro di poche settimane. È accaduto su due diverse spiagge (Su Barone e Bidderosa) nel territorio comunale di Orosei (Nuoro). Non si è trattata di una crudeltà immotivata, ma di un vero e proprio business illegale. A sfilettare i delfini è stato sicuramente un pescatore esperto, come si capisce dal taglio.

Il business illegale

Lo scopo di questo orrore è trasformare i filetti di delfino in mosciame, una specialità gastronomica illegale dal 1989 ma ancora molto richiesta e apprezzata sul mercato clandestino. Secondo le ultime stime, il mosciame di delfino può essere venduto anche a 200 euro al chilo. Le carcasse, una volta sfilettate, vengono poi gettate in mare, ma può capitare che le onde le riportino a riva.

Le sanzioni

Questi due casi sono solo gli ultimi di una lunga serie. Il fenomeno sembra essersi intensificato sin dal 2012. I delfini sono specie protetta da leggi nazionali e accordi internazionali, e sono previste sanzioni penali per il maltrattamento e l’uccisione. La legge spiega che è vietato anche il consumo di specie di cui è vietata la cattura: le pene vanno dalle multe (da duemila a 12mila euro) all’arresto (fino a due anni).

I rischi per la salute

L’ultimo caso, prima dei due accertati a Orosei, era stato scoperto a maggio: un tursiope spiaggiato alla Caletta di Siniscola (Nuoro). “Vi possiamo far vedere solo la testa, tutto il resto è inguardabile. Lo hanno ucciso e hanno asportato tutti i muscoli della schiena, mettendo a nudo la colonna vertebrale e rendendo evidente la sua natura di mammifero marino, così simile a noi. Abbiamo da tanti anni la fortuna di lavorare e aiutare tartarughe marine e cetacei, per questo quando vediamo queste cose ci indigniamo” – aveva spiegato la Clinica Veterinaria Duemari – “Lo hanno ridotto così per ottenere il mosciame, prodotto che viene venduto clandestinamente a prezzi molto alti. Insieme ai biologi del Cres e dell’Area Marina Protetta del Sinis, abbiamo deciso di dare questa notizia perché è meglio che tutti sappiano. Inoltre, la concentrazione di metalli pesanti che spesso si trova nei muscoli dei cetacei rende la loro carne tossica per chi la mangia. Ma sinceramente questo è l’aspetto della questione che ci preoccupa meno“.

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