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Roma, irruzione degli attivisti di Extinction Rebellion nella sede del Ministero. Cingolani: “Violenza, non attivismo”

Irruzione all’interno del Ministero della Transizione Ecologica da parte degli attivisti. “Hanno delle richieste? Prima chiedano scusa. Non a me ma all’istituzione. Perché questo è un palazzo dello stato”. Il commento di Cingolani.

Dopo l’azione di martedì 1 febbraio, altri attivisti di Extinction Rebellion si sono introdotti nell’edificio del Ministero della Transizione ecologica a Rom, riuscendo a raggiungere, questa volta, il quinto piano, quello del ministro Cingolani.

Abbiamo due richieste. Primo: chiediamo al ministro Cingolani un colloquio pubblico per dibattere sul futuro. Secondo: il governo istituisca un’assemblea nazionale di cittadini per decidere come uscire dall’emergenza climatica perché la politica non è in grado”, dice all’Adnkronos Andrea, uno degli attivisti di Extinction Rebellion che ha preso parte all’azione di oggi, in stato di fermo. “Noi andiamo avanti, continuiamo e non ci fermiamo”.

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13 persone di Extinction Rebellion, impegnate nella campagna “Ultima Generazione – Assemblea Cittadina ORA!”, sono state fermate dalla Polizia per 12 ore, rilasciate e successivamente pedinate dagli stessi agenti nella notte del 2 febbraio.

Ieri pomeriggio una persona è stata fermata per un fermo identificativo mentre passeggiava e portata in questura. Stamattina un’altra è stata fermata mentre faceva la spesa e portata in questura. L’addetta stampa della campagna che si trovava sul posto, pur non avendo partecipato ad alcuna azione, è stata fermata per 12 ore e le è stato requisito il cellulare. 

“Questa recrudescenza dell’atteggiamento delle Forze dell’Ordine è probabilmente legata alla narrazione distorta dalle istituzioni che ha totalmente oscurato le motivazioni delle nostre azioni. Ancora di più risulta necessario un confronto pubblico nel merito del collasso climatico ed ecologico su cui vogliamo porre luce. – si legge in una nota inviata alla stampa dagli attivisti del movimento- Ultima Generazione ribadisce che durante le azioni dell’1 e del 2 febbraio al Ministero della Transizione Ecologica nessuna persona è stata molestata dagli attivisti, che hanno mantenuto un comportamento nonviolento e rispettoso delle persone fino in fondo, senza alcun comportamento intimidatorio, né alcuna spinta a nessuna persona, sdraiandosi a terra e facendosi portare via di peso dalla polizia: dunque nessuna violenza è stata fatta a nessuna persona, come è al cuore del nostro movimento.

 

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha commentato quanto accaduto:  “Mi farebbe piacere che tutti prendessero le distanze da questi eventi, perché questo non ha niente a che fare con l’ambientalismo, e vorrei proprio esser sicuro che almeno su questo fossimo tutti d’accordo“.

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“Chi minaccia e danneggia le istituzioni è soltanto un violento: per questo motivo esprimo piena solidarietà al Ministro Cingolani e ai lavoratori del Ministero della Transizione ecologica“, dichiara Silvia Fregolent, capogruppo Iv in Commissione Ambiente alla Camera.  “La deriva populista che ha contagiato il paese negli ultimi anni sembra esaurirsi, rimangono purtroppo rigurgiti incivili che vorrebbero risolvere con la forza e la prepotenza ogni confronto. E’ necessario stigmatizzare questi gesti e rimarcare come il rispetto delle istituzioni sia la base imprescindibile in un paese democratico“.

“Il ricorso ad azioni provocatorie ed estreme è dovuto alla ripetuta mancanza di risposte da parte del governo alle 26000 email di cittadini e cittadine che esprimono enorme preoccupazione rispetto al futuro dell’Italia in un contesto di crisi climatica non mitigata dall’azione governativa e di mancanza di alcuna azione di adattamento; come ha dichiarato il Premio Nobel Giorgio Parisi: ‘non si tratta di salvare il Pianeta, si tratta di salvare noi stessi’“, si legge sempre nella nota inviata alla stampa.

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