Tassonomia Ue, Evi (Europa Verde) a TeleAmbiente: “Cingolani gioca una partita sporca su nucleare e gas”

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L’eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde attacca aziende e stati che fanno pressioni per l’inserimento di fonti non verdi nella lista ufficiale.

La scelta delle fonti di energia sostenibili da parte dell’Unione europea che dovrà a breve presentare la tassonomia verde dell’Ue è una strada ad ostacoli. Da una parte, le ragioni della sostenibilità ambientale porterebbero a tener fuori dalla lista delle fonti green il nucleare e il gas naturale. Dall’altra, le ragioni della politica spingono a tenerle dentro.

“È un fatto gravissimo”, dice a TeleAmbiente Eleonora Evi, eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde.

“Questo maledetto atto delegato sulla tassonomia che doveva essere pubblicato ormai molti mesi fa è stato ritardato perché le industrie del nucleare e del gas e alcuni stati membri hanno tirato per la giacchetta continuamente in questi mesi la Commissione Europea”, attacca Evi che si scaglia contro la commissione europea perché “fino a qualche tempo fa, nelle parole del commissario Timmersans, si era espressa in maniera molto diversa rispetto ad oggi. Oggi iniziano a cedere sempre più terreno nei confronti dell’Industria nucleare e del gas”. 

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“Noi come Verdi al Parlamento europeo da mesi denunciamo che non vogliamo vedere nucleare e gas nell’accordo. Perché questo significherebbe andare a dare dei segnali al mercato completamente sbagliati. Perché significa orientare masse di risorse pubbliche, ma anche private, verso delle tecnologie e degli investimenti che in realtà di verde non hanno assolutamente nulla. E questo significherebbe togliere risorse a ciò che è veramente sostenibile”. 

Secondo l’eurodeputata dei Verdi, anche l’Italia ha un ruolo importante nella partita dell’inserimento di nucleare e gas nella tassonomia verde europea, cioè la lista degli investimenti in fonti di energia considerati ecosostenibili.

“L’Italia – è l’attacco di Evi – sta giocando questa partita in maniera molto sporca. Perché sicuramente sotto traccia avvengono delle negoziazioni e delle interlocuzioni che nemmeno il Parlamento italiano ha modo di conoscere. Né sapere cosa il ministro della transizione ecologica Cingolani va a dire a livello europeo. Nonostante ci sia stato un chiaro no, tramite i referendum, agli impianti nucleari di produzione di energia, il ministro Cingolani continua a fare riferimenti a ipotetiche soluzioni che si basano anche sul nucleare. Questa cosa è assolutamente inaccettabile”.

Il ministro Cingolani fa spesso riferimento al nucleare da fusione, una tecnologia assai diversa dal nucleare da fissione (quello utilizzato in ogni parte del mondo fino a oggi) e che si presenta coma una tecnologia sicura e senza produzione di scorie radioattive.

“Si tratta di riferimenti a soluzioni futuristiche che non esistono. Bisogna dirlo in maniera chiara: il nucleare di quarta generazione e soprattutto la fusione nucleare non esistono. La fusione nucleare è una tecnologia che arriverà verso la fine del secolo e che quindi non ci può aiutare oggi, in questo momento, a risolvere e ad affrontare la crisi climatica che invece continua ad avere conseguenze sempre più concrete ed evidenti sotto gli occhi di tutti”. 

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