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REGIONE LAZIO, PARTITA XI LEGISLATURA CON ZINGARETTI PRESIDENTE MA SENZA MAGGIORANZA

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Regione Lazio. Aperta ufficialmente l’XI legislatura della Regione Lazio a guida Zingaretti, per il momento si posticipa di 3/4 mesi l’idea di una mozione di sfiducia alla nuova giunta. L’opposizione, anche se rimanendo tale, vuole capire i propri spazi e cosa potranno ottenere.

Tutti gli schieramenti hanno voluto non intralciare il nuovo esecutivo aspettano l’approvazione del bilancio, che avverrà entro pochi mesi. Il presidente Nicola Zingaretti apre la legislatura con un discorso di 46 minuti dove, dopo i ringraziamenti, ha elencato i suoi successi avuti nei 5 anni precedenti ha promosso 10 punti da dove partire per trovare le convergenze necessarie al continuo della legislatura. Le dieci missioni prioritarie, “un’agenda possibilmente da affrontare nelle commissioni”.

  • Bilancio subito ed eventuale collegato al bilancio prima della pausa estiva. Il Consiglio regionale ha approvato lo scorso 30 dicembre l’esercizio provvisorio del bilancio fino al 31 marzo 2018, basato sulla proposta di bilancio tecnico della Giunta. Dall’esercizio provvisorio si è passati alla “gestione provvisoria” che è limitata all’assolvimento delle obbligazioni già assunte. Per questo motivo, Zingaretti ha messo al primo punto l’approvazione al più presto del nuovo bilancio di previsione.
  • Piano sociale regionale. La bozza è ereditata dalla precedente legislatura e prevede la piena integrazione sociosanitaria. “Occorre pensare, non con pacche sulle spalle, innanzitutto a chi ha bisogno e non ce la fa”, ha detto Zingaretti.
  • Piano paesaggistico territoriale. Si tratta di uno strumento di pianificazione per la tutela e la valorizzazione del paesaggio del Lazio.
  • Testo unico del commercio. L’obbiettivo, ha detto Zingaretti, è quello di “semplificare la vita delle imprese, rilanciare la funzione degli esercizi di vicinato, dei mercati rionali, tutelare la dignità del lavoro, favorire la ristrutturazione della rete distributiva in modo da garantire migliori servizi ai consumatori. Il Testo Unico del commercio, a mio giudizio, dovrà essere il testo fondamentale per riaccendere i centri storici delle nostre città e dei nostri Comuni”.
  • Piano rifiuti: almeno il 70 per cento di raccolta differenziata. Un nuovo modello di gestione, in rapporto soprattutto con Roma capitale, basato sull’innovazione, sul riuso, riciclo e sulla riduzione della produzione dei rifiuti.
  • Riordino del sistema delle autonomie e della nuova Regione, rilancio di Roma capitale. Zingaretti ha ricordato che l’esito referendario ha lasciato il sistema delle autonomie in una sorta di limbo al quale occorre mettere mano, valorizzando il ruolo dei comuni e rivedendo quello delle province.
  • Legge sul diritto alla conoscenza e riforma di Laziodisu. “Su questo punto fondamentale – ha detto Zingaretti – sull’agenda penso di poter dire che possiamo far tesoro dell’ottimo lavoro svolto nella scorsa consiliatura dalla Commissione che approfondì e cambiò in gran parte la legge sul diritto allo studio”.
  • Piano triennale del turismo 2018-20. Zingaretti ha ricordato i cinque temi della precedente programmazione triennale e ha proposto all’Aula di lanciare, come Consiglio regionale, gli stati generali del turismo, “per chiamare gli addetti ai lavori a un grande confronto che poi potrà contribuire a costruire la base del nuovo piano triennale”
  • Accelerare investimenti su infrastrutture e opere pubbliche. Non si tratta di una legge, ma, secondo Zingaretti, è giusto che in Consiglio si apra il confronto sulle risorse destinate al Lazio, quantificate in circa 6,1 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi con il contratto sottoscritto con RFI.
  • Nuovo modello sanitario. Zingaretti ha ricordato i risultati raggiunti nel rientro dal disavanzo sanitario, che dovrebbe concludersi con l’uscita dal commissariamento alla fine di quest’anno, e il miglioramento dei livelli Lea. Secondo il governatore del Lazio è necessario ripensare totalmente il modello, portare a compimento le reti che non erano mai esistite nella nostra Regione, “con una svolta incentrata sulla nuova sanità di territorio domiciliare e della telemedicina con un investimento sulle risorse umane e professionali”. Anche in questo caso, Zingaretti propone gli stati generali, “per rendere protagonisti tutti di una possibile svolta”.

Dure le risposte dell’opposizione. Sergio Pirozzi rimane fermo sull’idea di sfiduciare subito Zingaretti e tornare al voto entro 60 giorni dichiarando che non si ricandiderà nuovamente. Parisi chiede al neo presidente di uscire dalla propaganda e propone di utilizzare un linguaggio della verità. La parola che vuole rimarcare è discontinuità, specialmente con la vecchia amministrazione. Dichiarando che le ricette con cui crediamo di sviluppare il Lazio sono differenti ma saremo pronti al confronto. Intervento più aperto da parte del Movimento cinque stelle, forze per non turbare anche gli animi a livello Nazionale, che pur restando all’opposizione il movimento è disposto a lavorare per capire se sia possibile una giunta senza una maggioranza in consiglio regionale. Roberta Lombardi, con un intervento di oltre 30 minuti, ha voluto ripercorrere molte criticità della regione concludendo che verrà richiesto dal M5S il taglio ai vitalizzi anche per la regione Lazio rimodulandoli. Dagli umori percepiti in aula, al di là delle parole, volti sereni e sorridenti come se ad avere Zingaretti Presidente, ma senza una maggioranza in consiglio, è come aver vinto tutti maggioranza e opposizione (tranne Pirozzi).

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