Governo, Salvini: “pronti a governare anche da soli” e Orlando apre ai 5 Stelle. Giovedì e venerdì il secondo giro di consultazioni per la formazione del Governo.

“Vogliamo dialogare con tutti, eccezion fatta del Pd. Se gli altri non ci stanno le vie sono due: o andiamo al voto dove penso potremo vincere da soli superando chi pone veti e fa capricci, oppure, come extrema ratio, andiamo da soli, ci facciamo carico noi della situazione” – dice Matteo Salvini.

Il leader della Lega continua a cercare il dialogo e – dice -“sperare che tutti vogliano governare questo Paese”.

Partire da chi ha vinto le elezioni per formare il prossimo governo resta la posizione di Forza Italia, che auspica che Mattarella dia l’incarico a Matteo Salvini.

“Si comincia dal centrodestra unito, da un programma che è stato apprezzato dagli elettori. Per questo pensiamo che l’incarico di formare il governo debba essere dato a Matteo Salvini” – afferma Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera – “pensiamo che il nostro programma possa avere una capacità di convincimento anche in Parlamento”.

I numeri – ha sostenuto – “pensiamo di trovali. La politica non può essere fatta di diktat, di veti e di contrapposizioni. Il Paese esce dalla crisi dilaniato, ci sono molte emergenze da affrontare. Oggi non è il tempo delle ideologie ma dei fatti concreti. Siamo convinti che in Parlamento il centrodestra unito potrà convincere i parlamentari rispetto alla necessità di dare risposte ai cittadini” – ha concluso – “vorremmo provare a misurarci in Parlamento per trovare i numeri necessari per governare”.

Il Partito Democratico ribadisce la sua volontà di stare all’opposizione.

“Il Pd ha a cuore gli interessi del Paese e rispetta il voto degli elettori, chi ha avuto il
mandato” con il voto “lo deve fare, il che significa fare cose serie – afferma il capogruppo dem Graziano Delrio – C’è una distanza enorme tra le nostre proposte e quelle di altri” che “non si possono colmare” con gli appelli.

Ma dal Nazareno arrivano voci contrastanti.

Se i 5 stelle rinunciano alla Lega siamo pronti a discutere” – afferma Andrea Orlando, che poi chiede a Di Maio di scoprire le carte: “ci deve essere un chiarimento. Di Maio non può dire o la Lega o il Pd. Deve dire che rinuncia all’interlocuzione con la Lega perchè su quei due, tre, quattro cinque punti l’interlocuzione con la Lega è preclusiva di un rapporto con il Pd”.

Il M5S esclude l’ipotesi di una terza figura alla guida di Palazzo Chigi e rivendica quanto detto in campagna elettorale.

“Noi abbiamo sempre detto – ribadisce Danilo Toninelli – che se non avessimo avuto la maggioranza in Parlamento, avremmo fatto un appello a tutte le forze politiche sui temi concreti per cambiare questo Paese. Non abbiamo mai parlato di accordi, ma di un contratto serio e preciso su alcuni punti per migliorare la vita dei cittadini italiani”.

“Per il M5S – continua – Berlusconi rappresenta il passato: non avrebbe senso andare al governo se non si è in condizione di cambiare le cose. I nostri punti sono stati votati dagli iscritti non contro o per qualcuno, ma a vantaggio di tutti i cittadini”.

Articolo precedenteREGIONE LAZIO, PARTITA XI LEGISLATURA CON ZINGARETTI PRESIDENTE MA SENZA MAGGIORANZA
Articolo successivoSTASERA IN TV, PROGRAMMI DI OGGI MERCOLEDÌ 11 APRILE 2018. RAI, MEDIASET, LA7, TV8, NOVE E LE ALTRE