RECO2, LA STARTUP CHE FA BIOEDILIZIA CON IL VETRO E GLI SCARTI DELLE ACCIAIERIE

Reco2. Ideata nel 2017, ma costituita come start up innovativa lo scorso giugno, Reco2 è un’azienda con una mission ambiziosa: recuperare materiali di scarto e trasformarli in prodotti per la bioedilizia seguendo un modello produttivo che riduca al minimo il dispendio energetico e l’impatto sull’ambiente.

Il nome già dice tutto R (le tre r dell’economia circolare: riduzione, riuso e riciclo) ed ECO (abbattimento dell’anidride carbonica).

Tra le materie prime del processo produttivo, tutte frutto di attività di riciclo, troviamo:

  • vetro
  • gli scarti delle acciaierie
  • pneumatici usurati

È proprio quest’impronta “verde”, combinata con le soluzioni hi-tech, che ha portato la Reco2 tra le imprese innovative che fanno parte delle New Heroes, progetto editoriale curato da Oscar di Montigny e realizzato in collaborazione con RedBull.com che ha l’obiettivo di far conoscere i dettagli ed i retroscena delle storie imprenditoriali dei “nuovi eroi” del mondo del lavoro.

Lo scorso novembre Reco2 ha lanciato le sue pavimentazioni bio-compatibili Vytreum per interni ed esterni.

Già in fase di sviluppo, altri materiali funzionali all’isolamento termo-acustico degli edifici.

A distinguere quello di Reco2 dagli altri processi di economia circolare è la temperatura.

Generalmente per le pavimentazioni in ceramica si raggiungono i 1200°C, ma grazie ad una formula brevettata che rappresenta il punto di forza della startup, si riesce invece ad attivare chimicamente a freddo i prodotti, con temperature decisamente inferiori e che sono anche al di sotto dei 100°C.

Quali sono i vantaggi di questo processo “a freddo”:

– riduzione dell’80% dei costi energetici, perché i forni consumano molto di meno,

– riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’ambiente, non essendo necessario bruciare enormi quantitativi di gas.

– abbattimento del 95% del consumo di acqua

– possibilità di utilizzare stampi creati con la stampa 3D che consentono di ottenere prodotti personalizzati di qualsiasi forma e dimensione.

 

La startup nasce da un’idea di Desirée Farletti, studentessa 24enne di ingegneria meccanica all’università di Cassino che sulla strada verso casa a Pontecorvo (Paese in provincia di Frosinone di cui tutti i ragazzi sono originari), si è trovata davanti una discarica a cielo aperto di vecchi copertoni bruciati illegalmente.

Un’immagine che ha portato Desirée insieme al fratello Tommaso, a Daniele Nora e a Luca Spiridigliozzi ha dare vita a Reco2.

 “Nella miscela di Vytreum, il materiale ceramico per le pavimentazioni a base di vetro e di scarti delle acciaierie, originariamente c’era proprio un 5% di pneumatici fuori uso, racconta Daniele Nora, co-fondatore e frontman di Reco2, addetto anche alla strategia commerciale.

“Oggi stiamo seguendo il percorso per ottenere tutte le certificazioni di cui il prodotto ha bisogno secondo le normative europee”, continua, “e stiamo valutando diverse miscele per capire in che modo ottenere le performance migliori”.

 

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