costi dell'inazione climatica

Il calcolo è stato effettuato da Deloitte secondo cui per l’Italia nel 2070 potrebbe esserci un calo del PIL del 3,2% se la temperatura globale si alzerà di 3 gradi centigradi

Il clima sta cambiando è se non facciamo nulla per rispondere alla crisi climatica l’intera umanità pagherà un prezzo elevato. Non solo in termini di vite umane spezzate da eventi climatici estremi o di mutamenti dello stile di vita.

In uno studio Deloitte ha calcolato il danno economico dell’inazione climatica. Se non si farà nulla per rispondere alla crisi del clima, l’umanità intera perderà 178mila miliardi di dollari. Una cifra enorme che rende chiaro quanto sia necessario agire attraverso politiche di mitigazione e adattamento alla crisi climatica.

Un futuro non ancora scritto

Non è detto, però, che debba andare così. Anzi! Deloitte ha anche calcolato i benefici, sempre in termini economici, delle azioni politiche di risposta al climate change: riducendo le emissioni e adattandosi al cambiamento già in atto, l’umanità potrebbe guadagnare ben 43mila miliardi di dollari nei prossimi cinque decenni.

Stefano Pareglio, independent senior advisor di Deloitte, ha spiegato a Green&Blue che “un cambiamento negli stili di vita, di consumo e di produzione, unito a un ri-orientamento dei flussi di capitale e a un ricorso massiccio alle nuove tecnologie, sono elementi fondamentali per mantenere l’aumento della temperatura media terrestre entro 1,5°C a fine secolo, traguardo ancora raggiungibile, pur con un temporaneo overshoot, se agiamo con forza fin da ora. Finanza e tecnologia rappresentano, infatti, leve decisive per sostenere un cambiamento duraturo e diffuso, che rappresenterebbe anche una straordinaria occasione di crescita economica e di sviluppo per nuove industrie e aree del Pianeta”.

Il costo per l’Italia dell’inazione climatica

Per quanto riguarda il nostro Paese le cose non vanno in maniera diversa. Secondo Franco Amelio, Deloitte sustainability leader, “con uno scenario di riscaldamento globale di circa 3°C, si verrebbero a verificare enormi danni in termini economici, ambientali e per la salute umana. Nei prossimi 50 anni tale scenario potrebbe costare circa 115 miliardi al 2070, l’equivalente di una caduta del 3,2% del Pil al 2070. La risorsa ‘acqua’ è, e sarà, la più critica nell’area mediterranea, come purtroppo testimonia la siccità che ha caratterizzato i primi mesi del 2022 nel nostro Paese”.

Articolo precedenteLo smog? Riguarda i piccoli centri come le grandi città. La ricerca multidisciplinare
Articolo successivoUn verme ghiotto di polistirolo potrebbe aiutarci a salvare il Pianeta