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Quindici attivisti hanno bloccato lo scalo e si sono incatenati per protestare contro l’aviazione privata e i frequent flyers.

Milano come Amsterdam pochi giorni fa. Quindici cittadini, fra cui scienziati accademici, studenti di scienze e attivisti per il clima, oggi alle 13 hanno effettuato un blitz contro i jet privati all’aeroporto di Linate, bloccando le operazioni dello scalo. La protesta, organizzata da Scientist Rebellion ed Extinction Rebellion con il supporto di Ultima Generazione, si inquadra in una campagna internazionale in cui azioni di blocco di aeroporti privati o di protesta contro il settore dell’aviazione privata si svolgono in altri Paesi (attualmente Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito, maggiori dettagli in cartella stampa).

I manifestanti (scienziati e cittadini) denunciano il ruolo preponderante dell’1% della popolazione mondiale, in cui si concentrano le persone più ricche del mondo, nelle emissioni di gas ad effetto serra, responsabili del surriscaldamento globale e degli sconvolgimenti climatici in corso. Richiedono l’immediato bando di tutti i jet privati e l’introduzione di una tassa progressiva sui viaggiatori d’aereo frequenti (frequent flyers). Richiedono, inoltre, l’istituzione di un sistema di tassazione globale che gravi sulle élite economiche per finanziare la transizione ecologica dei Paesi più colpiti dall’emergenza climatica.

Gli attivisti hanno impedito il transito di veicoli in entrata ed uscita dall’aeroporto incatenandosi l’uno all’altro all’ingresso. Introducendosi all’interno del terminal, hanno anche azionato l’allarme anti-incendio. Alcuni di loro hanno affisso dei poster che sottolineavano le enormi disuguaglianze nelle emissioni di gas ad effetto serra tra le élite economiche e le altre fasce della popolazione. Intorno alle 14:00 l’intervento della Polizia di Stato, che ha tagliato le catene e portato 11 persone in questura.

I milionari attraversano il mondo con i loro jet privati mentre la catastrofe climatica è già in atto e mentre l’italiano medio sta soffrendo un aumento vertiginoso del costo della vita – ha affermato Gianluca Grimalda, ricercatore di scienza sociale e membro di Scientist Rebellion -. Quattro ore di volo in un jet privato emettono la stessa quantità di gas serra emessa dal cittadino medio nel mondo in un anno intero. Tali disuguaglianze sono inconcepibili nell’attuale epoca di emergenza eco-climatica. I politici presenti alla Cop27 dovrebbero introdurre le misure da noi richieste se volessero essere coerenti con le proprie promesse di proteggere il nostro pianeta“.

Personalità politiche come Matteo Renzi o Silvio Berlusconi emettono rispettivamente 12,6 tonnellate di CO2 per volare a Cipro per parlare di cambiamento climatico e 3.9 tonnellate per andare allo stadio – rincara Sara, attivista di Extinction Rebellion -. Solo il 35% dei voli privati si effettua per ragioni di lavoro, il resto è per svago. Più in generale, l’1% più ricco del mondo produce più del doppio delle emissioni rispetto al 50% più povero. Imporre ai più ricchi di frenare i propri consumi più inquinanti non è solo un’istanza morale, ma è anche necessario per avviare una rapida decarbonizzazione”.

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