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Ilva, cittadini contro Di Maio. Le associazioni ambientaliste lasciano il Tavolo Istituzionale

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Ilva. Sono una decina le associazioni ambientaliste di Taranto che hanno abbandonato la sala della prefettura cittadina in cui era in corso l’incontro con i ministri Di Maio, Lezzi, Costa, Grillo e Bonisoli.  

Più che un tavolo istituzionale, è sembrato un faccia a faccia con la rabbia dei cittadini di Taranto delusi dalle promesse elettorali del MoVimento 5 Stelle.

Al suo arrivo in Prefettura il Vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio ha annunciato che il Consiglio dei ministri ha abolito l’immunità penale che permetteva ai vertici Ilva di poter godere di alcune esimenti legate a reati ambientali, e reati odiosi che hanno fatto tanto male ai cittadini di Taranto.

“Non è una vittoria del governo – ha detto Di Maio – ma una vittoria dei tarantini, ma so benissimo che i tarantini discendono dagli Spartani e non si accontentano di vincere una battaglia ma ci sono tante altre battaglie da vincere”.

“L’esimente penale – ha aggiunto – aveva vita altri 4 anni e mezzo, da agosto invece non avrà più effetti nel nostro ordinamento”.

Una norma che però – denuncia il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti – che non abroga ma riscrive l’immunità penale per far decadere il ricorso alla Corte Costituzionale da parte del giudice Benedetto Ruberto.

“Infatti – ipotizza Marescotti- adesso il suo ricorso decade. Perché? Perché la norma sull’immunità è stata riscritta dal Governo, precisamente dall’articolo 46 del DL. Durante la conferenza stampa di ieri del ministro Di Maio al Tavolo per Taranto sono intervenuto chiedendogli di leggere pubblicamente la norma con cui dice che viene abrogata l’immunità penale per ArcelorMittal. Lui ha risposto che il testo della norma sarebbe apparso sulla Gazzetta Ufficiale. Siccome una persona mi avevano mandato sul cellulare in anteprima la norma in questione ho insistito vivacemente perché Di Maio leggesse la nuova norma davanti ai giornalisti, ma non ha voluto farlo”.

Il ricorso alla consulta riguarda il tema della legittimità costituzionale del decreto legge del 5 gennaio 2015, n. 1 che assegna ai commissari dell’amministrazione straordinaria dell’Ilva, ai loro delegati e agli acquirenti dell’azienda, l’immunità penale relativamente alle condotte attuative del piano ambientale dell’azienda.

Ruberto si è appellato alla Consulta dopo aver riunificato tre procedimenti in materia ambientale riguardanti l’acciaieria: i livelli di diossina derivanti dalle polveri degli elettrofiltri dell’impianto di agglomerazione, i dati dell’Arpa Puglia relativi alle emissioni di Pm 10, Pm 2,5 e benzene nell’area della cokeria, l’inquinamento provocato dall’attività estrattiva praticata nella cava Mater Gratiae, per la quale il Comune di Statte ha evidenziato problemi in merito alla prosecuzione ed all’ampliamento dell’attività.

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