Furti di animali selvatici agonizzanti a Novare, la denuncia dei volontari

Da Novara la denuncia a TeleAmbiente del Rifugio Miletta: “Spesso alcune persone rubano animali agonizzanti in strada perché investiti per sbaglio con l’obiettivo di mangiarli”

Ennesimo caso di furto, in provincia di Novara, di un animale selvatico agonizzante in strada dopo essere stato investito. Questa volta è successo nel comune di Divignano dove la prontezza di riflessi di una cittadina che ha scattato le foto della targa ha aiutato a risalire all’identità di chi ha commesso il fatto. La denuncia è arrivata dal Rifugio Miletta, un centro di recupero degli animali selvatici della zona.

Giovedì scorso siamo stati chiamati per un investimento di un daino ma mentre eravamo al telefono con la ragazza che aveva attivato i soccorsi questa ci dice che una persona si era fermata e stava caricando l’animale in macchina”, racconta a TeleAmbiente Alessandra Motta del Rifugio Miletta. 

Motta spiega che situazioni come questa accadono spesso in provincia di Novara dove “alcuni sciacalli arrivano e portino via l’animale ancora in vita per mangiarlo. Perché a questi animali viene poi tagliata la gola in un luogo appartato e vengono consumati o direttamente da chi ha compiuto questo gesto oppure la carne viene rivenduta sottobanco”. 

E poi c’è la questione dell’omissione di soccorso in caso di investimento accidentale. Non da parte di chi non sa che fare – perché, dice la volontaria, “ormai tutti in zona sanno cosa fare in questi casi” – ma da chi non ha voglia di aspettare sul posto l’arrivo dei soccorsi.

Cosa fare se si investe un animale selvatico

Può capitare, però, che qualcuno investa per sbaglio un animale selvatico e che non sappia come agire per aiutarlo.

Alessandra Motta spiega a TeleAmbiente che ci sono tre cose da fare e una da non fare assolutamente.

Le cose da fare, in caso di investimento accidentale di animali selvatici, sono:

  1. Chiamare il 112, i cui operatori gireranno la chiamata al centro di recupero animali selvatici più vicino;
  2. Fermare la propria auto in maniera da proteggere l’animale da altri veicoli che, non vedendolo, potrebbero investirlo nuovamente;
  3. Lì dove possibile coprire il capo e gli occhi dell’animale per diminuire lo stress.

Ciò che invece non bisogna assolutamente fare è accarezzare l’animale in attesa dei soccorsi. “Ciò che a noi può sembrare un atto compassionevole – spiega Motta – viene avvertita in maniera assai diversa da animali che sono nati e cresciuti in un ambiente selvatico e quindi non sono abituati al contatto con gli esseri umani”. 

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