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L’ad di Eni fa il punto della situazione, attuale e futura, commentando i dati del terzo trimestre.

Avanti con la decarbonizzazione, ma anche con i piani per rimpiazzare il gas proveniente dalla Russia. Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha fatto il punto della situazione attuale e futura commentando i dati dei conti del terzo trimestre. “In un contesto di elevata volatilità e incertezza nei mercati, abbiamo continuato ad assicurare gli approvvigionamenti energetici cruciali per le nostre economie, portando avanti al tempo stesso il processo di decarbonizzazione” – si legge in una nota – “Già dal prossimo inverno saremo in grado di rimpiazzare il 50% dei flussi di gas russo, facendo leva sul nostro ampio e diversificato portafoglio riserve, sulle partnership di lungo termine con i Paesi produttori e sulla nostra crescente presenza nel business GNL“.

La decarbonizzazione

Sulla decarbonizzazione, Claudio Descalzi ha spiegato che “Eni raggiunge nuovi traguardi fondamentali. Entro l’anno la capacità installata di energia rinnovabile da parte di Plenitude sarà raddoppiata, superando i 2 miliardi GW. Il nostro business di Sustainable Mobility cresce in scala e dimensioni facendo leva su un modello innovativo di integrazione verticale con il nascente agri-business per la fornitura di materie prime sostenibili alle nostre bioraffinerie“.

Gli utili di Eni

Nonostante la flessione del prezzo del petrolio e il crollo dei margini di raffinazione, nel terzo trimestre del 2022 Eni è riuscita comunque a mantenere bilanci positivi grazie ai business internazionali. “Abbiamo rafforzato la nostra posizione nella catena del valore del gas, grazie all’esplorazione e alle operazioni di acquisizione degli asset gas in Algeria e della nave di liquefazione Tango FLNG per la valorizzazione del progetto gas in Congo” – spiega ancora Descalzi – “Nei nove mesi abbiamo integralmente coperto con l’autofinanziamento gli investimenti e i ritorni di cassa agli azionisti e siamo stati in grado di ridurre il leverage al livello di 0,11, quasi dimezzandolo rispetto alla fine dello scorso anno“.

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