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Energia, quali sono e dove si trovano le centrali elettriche a carbone in Italia?

Sono sette e si trovano in tutto il territorio nazionale. È prevista la dismissione totale entro il 2025

Il presidente del consiglio Mario Draghi lo va dicendo da giorni: se la Russia chiude i rubinetti del gas – o se noi saremo costretti a farlo – sarà necessario riaprire le centrali elettriche a carbone parzialmente dismesse.

Un ritorno al carbone momentaneo che potrebbe far fare un passo indietro rispetto al piano del ministero dello Sviluppo Economico che – secondo quanto previsto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima – mira alla dismissione totale delle centrali a carbone in Italia a partire dal 2025.

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Dove sono le centrali a carbone in Italia

A differenza di altri Paesi dell’Unione europea, in primis la Germania ma anche la Repubblica Ceca e la Polonia, il numero di centrali a carbone attualmente attive (o attivabili) sul territorio nazionale sono poche.

Quelli attualmente funzionanti sono sette:

  1. Centrale di Fusina, in provincia di Venezia, di proprietà di Enel SpA. È già sulla via della conversione al gas;
  2. Centrale di Monfalcone, in provincia di Gorizia, di proprietà di A2A SpA, ha ricevuto l’autorizzazione alla conversione a gas e idrogeno;
  3. Centrale di La Spezia di proprietà di Enel SpA.  Enel aveva chiesto di dismettere la centrale a partire dal primo gennaio 2021 ma aveva ricevuto il parere contrario del ministero dello Sviluppo Economico;
  4. Centrale di Fiumesanto, in provincia di Sassari di proprietà di EP Produzione SpA;
  5. Centrale del Sulcis, in provincia del Sud Sardegna di proprietà di Enel SpA. Le due centrali sarde sono particolarmente importanti perché la Sardegna non è raggiunta da gasdotti che trasportano metano e l’idea di importarne dall’Algeria è stata fortemente osteggiata dagli ambientalisti;
  6. Centrale di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia di proprietà di Enel SpA. La centrale è stata dichiarata da Legambiente “il nemico del clima numero uno nel Lazio”;
  7. Centrale di Brindisi di proprietà di Enel SpA. Un colosso per capacità di produzione (2.640 MW) e per emissione di anidride carbonica. Enel vuole convertirla al funzionamento con metano.

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