Solidarietà anche dai Fridays For Future in Russia: “Noi contrari a ogni conflitto armato”

L’appello è arrivato dai ragazzi e le ragazze dei Fridays For Future in Ucraina tramite il loro account twitter: “Siamo gli attivisti per il clima in #Ucraina e abbiamo paura. La guerra sta aumentando di ora in ora, non sappiamo cosa accadrà dopo. Per farla breve: abbiamo bisogno che voi siate lì per noi. Chiediamo a Fridays for Future di protestare a livello globale, questo giovedì, per la fine di questa guerra!” 

Un appello che ha trovato riscontro in diverse parti del mondo. Anche in Russia, dove gli attivisti locali dei Fridays For Future hanno risposto: “Noi, attivisti di FFF Russia, ci opponiamo a qualsiasi conflitto militare”. 

Dalla parte degli attivisti ucraini anche i ragazzi e le ragazze italiani. “La guerra è sempre portatrice di morte e distruzione, ai danni di tutte le parti coinvolte – si legge in una nota -. Nel mezzo della crisi climatica dev’essere privilegiata l’unione e la cooperazione tra i popoli invece dell’ennesimo conflitto”.  

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Gli attivisti italiani sottolineano che le motivazioni alla base della guerra non sono quelle dichiarate ufficialmente. “Il protagonista di questo scontro è il gas, la stessa fonte energetica fossile che tutto il mondo dovrebbe abbandonare per salvarci”, scrivono gli attivisti.

E poi un appello alle banche italiane, “in particolare Intesa San Paolo e Unicredit, le banche più armate d’Italia, che ogni anno spendono migliaia di miliardi di euro non solo nel fossile ma anche in esportazioni d’armamenti: smettete di spendere il nostro denaro nei conflitti. Basta finanziare la morte, è ora di finanziare il futuro”. 

Il tema della guerra in Ucraina sarà al centro della manifestazione organizzata per venerdì 25 marzo quando in tante piazze italiane centinaia di migliaia di giovani scenderanno in piazza, insieme ai giovani del resto del mondo, per ricordare che “non è la Terra a dover essere salvata. È chi la abita. È la vita. È l’umanità. Noi. Un pianeta ecologicamente sano ma attraversato da guerre e violazioni dei diritti umani non è il pianeta che vogliamo”. 

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