Da guardia penitenziaria a imprenditore agricolo. La storia di Gianni Mele e di

“Casu ‘e Babbu”, azienda casearia ovina di Lodè, in provincia di Nuoro, fondata da Gianni Mele, ex guardia penitenziaria e ora imprenditore agricolo.

“Casu ‘e Babbu”, cioè formaggio di babbo. È il nome che Gianni Mele ha scelto per la sua azienda casearia di Lodè, a 60 chilometri da Nuoro, in Sardegna. La struttura si trova in località Sant’Anna, ai piedi del Montalbo, un territorio sconfinato all’interno del Parco Naturale Regionale di Tepilora.

Proprio qui, in una zona dichiarata patrimonio dell’UNESCO, Gianni Mele ha realizzato il suo sogno dopo avere abbandonato il posto fisso. Già, perché questo imprenditore agricolo era una guardia penitenziaria. Nel 1989, l’uomo aveva lasciato la vita di campagna per studiare in città. Eppure, nel corso degli anni, il richiamo per la sua terra era diventato fortissimo. E così, nel 2007, Gianni Mele aveva deciso di fondare un’azienda agricola e un caseificio, così da diventare un “artista del formaggio”.

Tra i prodotti più pregiati di “Casu ‘e Babbu”, c’è il pecorino tradizionale di Lodè a latte crudo (cioè appena munto) da pecore sarde a pascolo. Il formaggio è proposto in due versioni: semistagionato (da due a sei mesi) e stagionato (oltre i sei mesi).

“Casu ‘e Babbu”, un’eccellenza italiana

L’eccellenza casearia di “Casu e’ Babbu” è stata riconosciuta a livello nazionale. Nel 2017, l’azienda di Lodè ha ottenuto la certificazione “Latte Nobile” dell’Associazione Latte Nobile Italiano (ALNI).

Ma che cosa significa “Latte Nobile”? Questo termine sottolinea la genuinità del liquido bianco, indicato soprattutto per coloro che vogliono mantenere sotto controllo l’introduzione di grassi saturi nella dieta.

Un’etichetta, dunque, a garanzia della prima qualità dei prodotti di Gianni Mele.

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