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Il dg Alberto Zorzan ha spiegato di aver respinto la stragrande maggioranza delle richieste di permessi.

Con le elezioni politiche, il servizio di Atac è ancora più a rischio. Già, perché ben 1.229 dipendenti (su un totale di circa 11mila) hanno richiesto dei permessi per potersi recare ai seggi, nei ruoli di scrutatori o di rappresentanti di lista. In particolare, 30 dipendenti hanno chiesto il permesso per fare il presidente di seggio, 26 per fare lo scrutatore, 14 per fare il segretario e 1.159 per fare i rappresentanti di lista. Di questi ultimi, ben 915 sono autisti e questo comporterebbe ulteriori carenze nel servizio di trasporto pubblico di Roma.

Atac, le elezioni e i permessi

Il blocco del servizio non riguarderebbe solamente la giornata del 25 settembre, ma anche le due successive. E questo impedirebbe anche agli stessi cittadini di recarsi a votare con bus, tram e metro. La concessione dei permessi, infatti, comporterebbe l’assenza dei dipendenti Atac per tre giorni perché si renderebbe necessario prevedere ulteriori giorni di assenza per garantire il recupero delle giornate di riposo del personale impegnato ai seggi.

Atac, il dg respinge i permessi

Ad illustrare questa situazione è stato Alberto Zorzan, direttore generale di Atac, che ha scritto al prefetto Matteo Piantedosi, al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Spiegando di aver fatto di tutto per concedere i permessi e sopperire alle possibili carenze del personale, ma anche che “all’esito delle simulazioni effettuate è risultato che la concessione di tutti i permessi comprometterebbe la regolare erogazione del servizio proprio nei giorni di svolgimento delle operazioni elettorali“. Lo riporta il Corriere della Sera.
Proprio per questo motivo, Atac ha spiegato di aver concesso i permessi solo ai dipendenti incaricati come componenti degli uffici elettorali, respingendo però le richieste di chi aspirava a fare il rappresentante di lista. I permessi, quindi, saranno concessi solo a 70 dei 1.229 lavoratori che lo avevano richiesto in vista delle elezioni.

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