TAV, ANALISI COSTI E BENEFICI. ENTITÀ ECOVANTAGGI QUASI TRASCURABILI

Tav.  Pubblicata l’attesa analisi Costi-Benefici sul sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. I benefici ambientali attesi sono di entità quasi trascurabili. Toninelli: “I numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi”.

“Pur in presenza di stime di cambio modale generose, i benefici ambientali attesi – monetizzati pari a circa 5 miliardi nello scenario ‘Osservatorio 2011′ – sono, a livello nazionale e ancor più europeo, di entita’ quasi trascurabile”.  Lo stabilisce l’attesa analisi Costi-Benefici sulla TAV pubblicata sul sito del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

“Per quanto riguarda in particolare le emissioni di CO2, considerato che le politiche di cambio modale possono avere impatti molto limitati in termini di modifica delle quote di domanda soddisfatte rispettivamente dal trasporto su gomma e da quello ferroviario, obiettivi ambiziosi di riduzione possono essere conseguiti – come già accaduto nei decenni passati per gli inquinanti locali – solo grazie all’innovazione tecnologica dei veicoli e alla conseguente riduzione delle emissioni unitarie- prosegue l’analisi- tale necessaria condizione comporterebbe automaticamente una forte riduzione del ‘vantaggio competitivo ambientale’ del modo di trasporto ferroviario e, quindi, del beneficio dello spostamento dalla gomma alla ferrovia“.

“Come ciascuno adesso può vedere da sé – dichiara il ministro dei Trasporti Toninelli – i numeri dell’ analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi: stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell’opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, tenendo conto del solo esborso per il completamento. Una cifra che – chiarisce – scende appena a 7 miliardi se si considera uno scenario più realistico di crescita dell’economia, dei traffici e di cambio modale. Secondo il soggetto proponente, grazie alla nuova linea i flussi di merci su ferro dovrebbero moltiplicarsi magicamente di ben 25 volte da qui al 2059. In realtà, i numeri ci dicono che dovremmo spendere oltre 5 miliardi di fondi pubblici per spostare dalla strada alla ferrovia, se va bene, 2 mila o 3 mila tir al giorno, quando sulla Tangenziale di Torino, per dare un termine di paragone, passano quotidianamente 60 mila mezzi pesanti. Voglio ribadirlo: Lione è una bellissima città, ma è evidente che ci siano altre priorità infrastrutturali in questo Paese”.

TAV, SCONTRO SULLE CIFRE. PER TONINELLI I CONTI DI SALVINI SONO SBAGLIATI

“Qualcuno ha polemizzato sull’inserimento, nella valutazione, delle accise sulla benzina che lo Stato perderebbe con il modesto cambio modale. Vorrei far notare che nello scenario ‘realistico’ dell’analisi costi benefici, le accise pesano appena per 1,6 miliardi e non sono certo decisive nel far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei costi (opera negativa per 7 miliardi)”. In più, prosegue Toninelli:  “Ricordo ai favorevoli all’opera che questo parametro era ben presente nell’analisi del 2011, dunque Chiamparino e gli ultrà che traggono ragione di esistere dal Tav non hanno di che stracciarsi le vesti. Anzi, il bilancio economico per gli Stati era assai più disastroso in quello studio: -7 miliardi per i mancati incassi fiscali sui carburanti. Infine, il minor gettito da accise e’ considerato un costo anche nelle linee guida francesi e comunque c’e’ un ampio consenso internazionale attorno a questa scelta metodologica, sulla quale non mi sarei comunque mai sognato di forzare o comprimere la totale libertà dei tecnici da me incaricati”.

“Dall’altra parte, invece, lo studio della task force del professor Ponti – rincara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – è persino troppo generoso quando tratta dei benefici dell’opera e si sofferma sulla decongestione stradale. Infatti essa frutta 2 miliardi nello scenario ‘ottimistico’ e

un miliardo in quello ‘realistico’. Ma si tratta in media di risparmi di tempo per chi viaggia su gomma talmente impercettibili, per lo più poche decine di secondi, che in effetti rappresentano un vantaggio economico nullo. Basti dire che sull’intero tragitto da Milano a Lione, il Tav farebbe

risparmiare appena un minuto e 20 secondi a chi continua a spostarsi su strada e appena 5 secondi a chi percorre l’intera tangenziale di Torino ogni mattina. Un’inezia”

TAV, PRONTA ANALISI COSTI-BENEFICI

Dunque, conclude il titolare del dicastero di Porta Pia, “secondo noi quei soldi andrebbero usati diversamente. D’altronde, a fronte di una analisi economica negativa per 7-8 miliardi, a seconda degli scenari, l’analisi giuridica ci dice che rinunciare all’opera ci potrebbe costare alcune centinaia di milioni, mentre la gran parte dei fondi Ue in ballo potrebbe comunque essere oggetto di una nuova negoziazione politica. A parte vanno considerati gli esborsi per l’adeguamento del Frejus, tutti da definire perché ancora manca una progettazione Rfi. Ecco allora che a nostro avviso queste risorse possono essere indirizzate verso grandi opere molto più utili e urgenti per Torino e per tutto il Piemonte. Ad esempio la Metro 2: stiamo parlando – spiega – di 26 km che sarebbero in grado di decongestionare davvero il traffico in città e non solo. Stiamo parlando del tunnel che ci serve, lo chiamerei quasi un SuperTav“.

 

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