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Trattato sull’inquinamento da plastica, ecco cosa è emerso dai negoziati a Parigi

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Si è concluso il vertice Onu che si è svolto a Parigi, per delinare un trattato sull’inquinamento da plastica. Ecco cosa è emerso dai negoziati.

AGGIORNAMENTO 7 GIUGNO

Si è appena concluso il vertice Onu a Parigi per lavorare su una prima bozza del trattato globale sull’inquinamento da plastica e i risultati – seppur deboli – ci sono.

I 175 partecipanti, nonostante le divergenze tra chi vuole limite alla produzione e chi invece vuole solo aumentare il riciclo, sono riusciti a concordare che una prima versione di un futuro trattato sarà stabilita dalla prossima sessione di negoziati, prevista per novembre a Nairobi, in Kenya.

Quindi, per ottenere entro il 2024 il trattato definitivo approvato da tutti è necessario accelerare i tempi. Soprattutto se, come è emerso da questi cinque giorni, c’è distanza tra i governi su come regolare il ciclo di vita di questo materiale che sta soffocando il Pianeta.

Si attende dunque, un cambio di passo al prossimo vertice in autunno.


Secondo round di negoziati per ridurre l’inquinamento da plastica attraverso la definizione di un trattato internazionale vincolante.

I lavori sul trattato sono iniziati lo scorso dicembre in Uruguay, con la prima delle cinque riunioni per la creazione del trattato internazionale vincolante per la riduzione dell’inquinamento da materie plastiche. La data per raggiungere l’accordo globale secondo le Nazioni Unite è il 2024.

Dal 29 maggio al 2 giugno, a Parigi, presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO), partirà la seconda sessione di incontri del Comitato intergovernativo di negoziato INC-2. L’obiettivo degli incontri, sotto la supervizione del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente,  è provare a stendere una bozza iniziale – nota come bozza 0 – con gli obiettivi del trattato e le misure di prevenzione da adottare.

Inquinamento da plastica, la lettera aperta di Greenpeace in vista del vertice Onu a Parigi

In vista della seconda fase del negoziato, Greenpeace insieme ad altre 150 associazioni, ha sottoscritto una lettera aperta alle Nazioni Unite per esortare ad agire tempestivamente affinché l’industria dei combustibili fossili non comprometta la realizzazione di un efficace Trattato globale sulla plastica.

“Il Trattato globale sulla plastica offre ai leader mondiali l’opportunità di intervenire, seguendo le raccomandazioni della comunità scientifica, su un problema che non ha confini geografici e che cresce di ora in ora”, dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. “È prioritario mettere un freno alla produzione di plastica e ridurre fin da subito la dipendenza da petrolio e gas fossile da cui la plastica viene prodotta. La nostra lettera alle Nazioni Unite vuole impedire che vada in scena un film già visto durante i negoziati sui cambiamenti climatici e porre un argine alle interferenze di chi con la plastica continua a fare enormi profitti”.

Giornata internazionale senza plastica, l’invito a riciclare e a non utilizzare quella monouso

Il 25 maggio ricorre la Giornata internazionale senza plastica. L’iniziativa, promossa dall’organizzazione ambientalista Free the ocean, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni causati dall’inquinamento da plastica, in particolar modo dall’utilizzo della plastica monouso.

“L’inquinamento da plastica è uno dei problemi ambientali più urgenti”, si legge sul sito dell’associazione. La Giornata internazionale senza plastica è una giornata per richiamare l’attenzione sulla plastica che usiamo quotidianamente, in particolare la plastica monouso”.