Messina Denaro, le motivazioni dell’arresto di Andrea Bonafede

Per i magistrati, l’uomo che ha favorito la latitanza del boss era molto più di un semplice prestanome.

Molto più di un semplice prestanome. Per i magistrati, Andrea Bonafede, arrestato per associazione mafiosa, non si è limitato a fornire la propria identità a Matteo Messina Denaro, ma avrebbe coperto a lungo la latitanza del boss mafioso. Per quanto tempo non è sicuro, ma per il gip Alfredo Montalto, non meno di due anni: Messina Denaro si presentò come Andrea Bonafede in occasione di un primo intervento chirurgico in ospedale nel novembre 2020.

Nell’ordinanza di custodia cautelare si spiega anche come Bonafede, proveniente da una famiglia mafiosa, si sia comportato da affiliato silenzioso. Insospettabile e riservato, ma avrebbe ripetutamente permesso a Messina Denaro non solo di rimanere latitante, ma anche di continuare indisturbato ad essere il capo-mafia in tutta la provincia di Trapani.

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