Con l’entrata in vigore del divieto ai voli a corto raggio in Francia, tutte le tratte che si possono coprire con un viaggio in treno non superiore alle 2 ore e mezza verranno vietate. L’ok da parte dell’Ue apre alla possibilità che avvenga lo stesso in Italia. Il servizio video

Viaggiare in aereo inquina tantissimo e i voli a corto raggio, per quanto spesso siano comodi, sono estremamente dannosi all’ambiente. Per questo motivo il governo francese ha deciso di vietarli lì dove è possibile sostituire agevolmente la tratta con un viaggio in treno della durata non superiore alle due ore e mezza. 

La proposta era stata presentata dalla Convenzione dei cittadini sul clima in Francia, un’assemblea che ha il mandato di trovare modi per ridurre le emissioni di carbonio del paese, e poi era entrata nella legge sul clima del 2021. Ma le contestazioni dei rappresentanti degli aeroporti francesi e dei vettori operanti in Francia avevano spinto la Commissione europea ad analizzare la questione per capire se il governo di Parigi avesse o meno il diritto di vietare i voli a corto raggio. La risposta è arrivata venerdì 2 dicembre ed è stata affermativa.

Francia, stop ai voli a corto raggio per tre anni 

Il divieto, che entrerà in vigore nei prossimi mesi, avrà durata di tre anni. Superati i quali la Commissione europea dovrà nuovamente valutare la questione.

La Francia è il primo Paese europeo a vietare i voli a corto raggio per ragioni legate alla lotta all’inquinamento e alla crisi climatica causata dai combustibili fossili. Ma la decisione di Parigi e la conferma di Bruxelles aprono alla possibilità, anche per altri governi, di agire allo stesso modo per abbattere le emissioni climalteranti. 

Stop ai voli a corto raggio, cosa accadrà in Italia

Posto che la Commissione europea ha ormai tolto ogni dubbio sulla possibilità, da parte dei governi nazionali, di vietare tratte brevi in aereo quando sostituibili con quelle in treno, anche l’Italia – come gli altri Paesi membri dell’Ue – potrà prendere la stessa decisione del governo di Parigi. 

Al momento, però, né il governo né altri organi con poteri legislativi hanno presentato nel nostro Paese una proposta di legge con questo obiettivo.

Il tema potrebbe tornare di attualità nel momento in cui Ferrovie dello Stato entrasse – come si dice da tempo – nel capitale di Ita Airways. In quel caso, la compagnia aerea di bandiera potrebbe cancellare tratte come la Roma-Napoli o la Torino-Firenze perché già coperte con treni ad alta velocità.

Ma si tratterebbe di una decisione di una compagnia privata che non andrebbe ad intaccare gli altri vettori. Affinché l’Italia segua l’esempio francese è necessaria una legge ad hoc. Una proposta in questo senso era arrivata, in campagna elettorale, da Europa Verde che oggi, tramite il co-portavoce Angelo Bonelli, torna a rilanciare l’idea: “Il governo batta un colpo”, ha scritto Bonelli. “L’utilizzo di un mezzo di trasporto a emissioni inferiori è un dovere. Così come lo è impedire l’uso dei jet privati, che lo stesso Macron vuole regolamentare, come più volte da noi proposto”. 

Proprio sulla questione dell’utilizzo dei jet privati per spostarsi velocemente anche su tratte molto vicine (con conseguenze sull’ambiente assai gravi), in Francia si continua a discutere. Sebbene la legge che ha appena ricevuto l’ok da parte dell’Ue non intacca la possibilità dei privati di utilizzare i propri jet, il governo di Parigi vuole regolamentarne l’uso per impedirne l’uso smodato che molto spesso i super ricchi di Francia (e non solo) ne fanno.

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